Archive for giugno, 2007

I miti degli ambientalisti

giugno 30th, 2007
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In questi ultimi periodi, è tornato alla ribalta uno di quei grandi temi che periodicamente vengono fatti bere all’opinione pubblica, scecherando il tutto con la giusta dose di catastrofismo e di paura, che sono quegli elementi che permettono alla politica di controllare meglio le masse, e ai governi di sinistra di aumentare le tasse avendo la giustificazione pronta da servire. Ma che cosa succede quando i cosiddetti ambientalisti raccontano bugie, inventano dati e ci propinano salse difficili da mangiare e da digerire? Beh, succede che i cittadini che non sanno riconoscere il cibo buono da quello cattivo si mangiano queste salse e finiscono all’ospedale per indigestione…

Praticamente tutti coloro che leggeranno quanto fin qui scritto hanno già capito che sto parlando delle bugie che gli ambientalisti raccontano sull’ambiente, e sulle bugie ancora più grossolane che ci propinano sul come risolvere i problemi. Oramai, parole come energia-solare, pannelli-fotovoltaici, consumo-sostenibile, ecotecnologia e tutta la combriccola, sono entrati nel vocabolario comune: peccato che queste parole siano intrise di bei concetti ma che non hanno alcuna attinenza con la realtà. L’energia solare è l’energia del passato, non quella del futuro; i pannelli fotovoltaici possono andare bene per i piccoli consumi di casa (ma non per le tasche, come vedremo dopo), non per una politica energetica nazionale o peggio ancora mondiale; il consumo sostenibile è una scemenza, una contraddizione in termini e l’ecotecnologia non si sa bene ancora cosa sia, visto che è una parola coniata con il prefisso eco-, come se questo prefisso avesse il dono di rendere bella e pulita la parola che lo segue.

Bisogna però cominciare dal problema che ha originato tutta questa grande discussione, partire dalle premesse insomma. E la cosa sembra tutt’altro che facile , visto che negli ultimi 150 anni di teorie per la protezione dell’ambiente, di organismi governativi di varia natura, di associazioni più o meno ideologizzate, ne sono nate a scatafascio, tanto che oramai quasi non si contano più.
L’etologia nacque nel 1859 ad opera di Isidore Geoffory Saint Hilaire, professore al Museo di Storia Naturale ed alla Facoltà di Scienze di Parigi. L’ecologia invece è datata 1866, e venne definita da Ernst Heinrich Haeckel, esponente del positivismo evoluzionistico. Negli stessi anni, cominciano le denunce sul degrado ambientale: siamo nel 1864 con l’opera di George Perkins Marsh Man and nature or Physical geography as modified by human action, e poi ancora nel 1877 con l’opera di Élisée Reclus, un geografo con tendenze politiche anarchiche. A fianco di questi si posero le università tedesche, che in quel periodo erano all’avanguardia nel settore delle scienze forestali, le quali maturarono una certa sensibilità “conservazionista”. In Inghilterra le associazioni di “storia naturale”, con migliaia di membri, quasi non si contavano. Al pensiero “preservazionista” si legava invece John Muir, naturalista che nel 1882 fondò il “Sierra Club” e le cui posizioni erano panteistiche e fortemente anti-antropocentriche. Nel frattempo, in Francia nasceva la “Société Nationale de Protection de la Nature” (SNPN) e la “Fédération Francaise des Sociétés de Protection de la Nature” (FFSPN). La società francese per la protezione degli animali (SPCA) data invece addirittura al 1824. Col tempo, le iniziative crebbero, andarono avanti, così come la propaganda associazionistica, che portò nel corso degli anni ‘50 e ‘60 del XX secolo alla nascita dei primi fermenti “ambientalisti”. Con gli anni ‘60, si ha l’esplosione di questa filosofia: la Prima Conferenza sui Parchi Nazionali è del 1962, la Conferenza Intergovernativa sulla Conservazione delle Risorse della Biosfera sotto l’egida dell’UNESCO è del 1968.
Ma l’evento storico in assoluto di questo periodo fu l’uscita del libro Silent Spring di Rachel Carson, prima edizione datata 1962, tradotto molto presto in 15 lingue: in pratica, da molti questo libro viene considerato la Bibbia ambientalista. Nuovo vigore assume l’associazionismo: 300.000 persone partecipano negli Stati Uniti al primo “Earth Day”, 22 aprile 1970. Nello stesso anno, il presidente americano Richard Nixon dichiarò che anche la salubrità dell’ambiente dovesse essere considerato un diritto. Nel 1972 Stoccolma ospitò la prima Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente, con rappresentanti di 113 governi, 19 agenzie intergovernative, 400 organizzazioni governative e non governative. Il 1974 è uno degli anni più nefasti, perché vide nascere in Francia il movimento cosiddetto Verde, per intenderci quello del Sole che ride (ma che in realtà proprio per questo motivo era in lutto), che in Italia sarebbe arrivato qualche tempo dopo. Nel 1979 si tenne la prima Conferenza mondiale sul clima, che ebbe come corollario la nascita di programmi ed agenzie quali il WCP, il WMO, l’UNEP e l’ICSU.
In Italia, la nascita del Ministero per l’Ambiente è del 1986, quella di Legambiente del 1980. Gli anni ‘90 vedono l’esplosione definitiva del fenomeno. Le date più importanti sono il 1992, con la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro, e il 1997, con la ratifica del Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici. Ultime date da ricordare sono il G8 del 2001 e il Summit Mondiale delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg del 2002. Tre di questi ultimi quattro eventi hanno prodotto le decisioni più dannose e più nefaste per l’uomo e soprattutto per l’ambiente (che invece si proporrebbero di correggere e di “curare”), decisioni che oggi cominciamo a pagare e che continuare a sostenere ci porterà allo sfascio definitivo, come hanno ammesso anche molti esponenti di spicco del movimento ambientalista internazionale stesso.
Quali sono queste decisioni? Fondamentalmente tre: a Rio è stato codificato il cosiddetto Principio di Precauzione, che come vedremo è una contraddizione in termini e dannoso proprio in primis per l’ambiente, oltreché foriero di paure irrazionali; a Kyoto è stato ratificato un trattato inutile, costoso, che parte da premesse per nulla condivise dal consesso degli scienziati e che sembra spinto più da interessi economici e politici che altro; infine il concetto di Sviluppo sostenibile, che, come vedremo, in realtà non esiste, è una contraddizione in termini, e sta producendo gravi danni soprattutto all’agricoltura.

Dopo questa breve cronologia del movimento “ambientalista” conclusasi con la messa in luce dei tre principali problemi di fondo dello stesso, bisogna aggiungere che sono talmente difficili da realizzare e per nulla convincenti che infatti pochissimo o nulla è stato fatto per dare seguito a quei piani, nonostante ogni anno si svolgano conferenze su conferenze, incontri, summit, G8 e quant’altro per cercare di arginare un problema che forse non è neanche tale.
Il problema dell’ambiente non è infatti avere 1 grado in più rispetto a 50 anni fa per cause ancora sconosciute o non verificate pienamente (checché se ne dica), ma mettere l’uomo in condizione di vivere decentemente, e cioè dotarlo di città pulite sia per strada che nell’aria, fornirlo di mezzi per lo spostamento veloce che al tempo stesso abbattano consumi e costi, aumentare la produzione di energia (soprattutto elettrica) che è l’unico mezzo per creare imprese e quindi posti di lavoro in un mondo che demograficamente continuerà a crescere ancora per diversi anni, permettere ai paesi sottosviluppati o in zone difficili del pianeta di coltivare cibi che contengano lo stretto necessario quanto a nutrizione, e molto altro ancora. Non si va da nessuna parte se nel 2007 andiamo ancora dietro al mito di Kyoto, al mito dello sviluppo sostenibile, al mito del principio di precauzione, che ci impedisce di utilizzare gli OGM, quando proprio questi ultimi sono il mezzo migliore per combattere la fame e alcune delle principali malattie, anche mortali, nell’Asia povera, principio che invece sostiene la produzione biologica, che al contrario spesse volte è perfino più dannosa. Ma una cosa alla volta, ora che è stato introdotto l’argomento, vi invito a riflettere seriamente prima di continuare, perché a molti di voi, abituati a leggere le dichiarazioni di Pecoraro Scanio, gli articoli di Repubblica, dei giornali di sinistra, ad ascoltare l’impero dei media messo in auge dalle associazioni ambientaliste, ciò che si scriverà nei prossimi giorni potrebbe risultare una vera rivoluzione. E non mi rivolgo agli ideologizzati, i quali non crederebbero neanche se fosse Dio in persona a dire queste cose, ma a tutti coloro che ancora oggi hanno paura di una cosa che NON esiste, l’elettrosmog…

Alla prox.

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The Independent feroce con Veltroni

giugno 29th, 2007
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Rilancio una notizia apparsa ieri su Potere Sinistro.it, che ha tradotto a sua volta un articolo pubblicato sul The Indipendent, leggibile in inglese al seguente link:

http://news.independent.co.uk/europe/article2717285.ece

The Independent – UK La Dolce Vita Rivisitata: il nuovo imperatore di Roma

Walter Veltroni, il sindaco di Roma, il Signor Buonismo d’Italia, è felice di dare il benvenuto alle star di Hollywood e di organizzare festival. Ma le prospettive di diventare primo ministro si scontrano con il degrado urbano.

brani tratti da un articolo di Peter Popham

Il nuovo imperatore d’Italia è stato ricoperto di una nuova veste. Per cinque anni Walter Veltroni è stato un dinamico e iperattivo sindaco di Roma. Ieri si è preparato a fare il passo più alto della politica italiana, si è offerto come capo del nuovo partito democratico che alcuni pensano sarà il potere più grande del Paese…

C’è un certo scetticismo, se si considerano i suoi anni a capo di Roma, non di certo un successo.

Questa settimana, con qualche eccezione, i media italiani hanno inghiottito questi dubbi e hanno riconosciuto il capo del nuovo partito italiano. I critici di alto profilo, tra cui un avvocato che sei mesi fa ha cercato di diffondere le sue lamentele verso Veltroni attraverso la stampa straniera, sono diventati improvvisamente non disponibili a parlare. Un professore romano che recentemente ha pubblicato un libro in cui condannava la politica di Veltroni a Roma si è rifiutato di essere intervistato. “È un momento delicato” ha detto. “C’è in atto una campagna di denigrazione contro tutti quelli che parlano contro di lui”.

I semplici romani non hanno paura: “Guardate in che stato sono le nostre strade!”…

“Veltroni è sempre fotografato dai giornali ai festival con importanti ospiti stranieri…ma cosa è successo ai bisogni di base della città?”…

Vent’anni fa Trastevere e Campo dei Fiori erano delle zone residenziali tranquille, amate dai romani e dai stranieri per la quiete…

Cinque anni di Veltroni ne hanno trasformato le caratteristiche. Pubs, bar notturni, discoteche e night club….venditori di prodotti contraffatti. Orde di turisti portati lì a mangiare nelle trattorie di qualità sempre più scadente. I ragazzi italiani e stranieri bevono fino a svenire.

onostante le restrizioni delle licenze che i proprietari dei locali sembrano ignorare.

Campo dei Fiori è un Baccanale…Lo squallore e il degrado che devono affrontare il giorno dopo i residenti, camminando per le strade, è indescrivibile. Intervistata dal NYTimes Flaminia Borghese – presidente dei residenti – ha detto: “C’è una completa mancanza di controllo. Gli stranieri vengono perchè sanno che qui possono fare tutto ciò che vogliono. Nessuno dice niente”.

Quattro anni fa Veltroni ha messo in piedi l’’ufficio per il decoro urbano’ per combattere il fenomeno graffiti. Il risultato? Roma è l’unica città al mondo dove le carrozze delle metropolitane sono completamente ricoperte da graffiti…

Come può essere Veltroni il salvatore d’Italia?

Ha fallito su tutto quello in base al quale un sindaco deve essere giudicato…Mr. Buonismo, è stato buono con tutti…ed è riuscito a fare cose incredibili come prendere un’idea già esistente e usare i siti antichi per eventi pubblici, riposizionando Roma come palcoscenico degno di Parigi, Londra, Berlino, Barcellona…

Ex giornalista ha sempre dimostrato un forte istinto all’autopromozione come Tony Blair. Se c’è un orfano africano in città, Walter Veltroni gli prenderà la mano…

Quello che è riuscito a fare Veltroni a Roma – analogo a Blair in Inghilterra – è stato di attirare il business in città che ha portato l’aumento del costo delle case e del numero di turisti, lasciando ai media storie felici, conquiste culturali e belle intenzioni. Possiede il senso del pubblico clamore, essendo sufficientemente pro-americano per catturare l’attenzione, senza cadere nell’adulazione senza senso. Come giornalista è bravo ad individuare notizie da nascondere.

Nonostante gli sforzi di Veltroni, Roma non è al livello delle altre capitali europee. Valentino ha annunciato pochi giorni fa l’intenzione di lanciare la nuova collezione a Roma per marcare i suoi 45 anni di lavoro, la prima volta dopo 17 anni. L’industria del cinema è l’ombra di quello che un giorno fu’. Roma ha delle gallerie d’arte importanti ma nessuno riconosce il livello mondiale degli artisti che vi espongono.
In poche parole, il successo di Veltroni può essere sintetizzato in quello che gli italiani chiamano ‘bella figura’. È riuscito a far sembrare Roma importante in televisione, ma non fate domande di sostanza.

Fonte: http://www.poteresinistro.it/notizie/blg_904.htm

Ulteriori riflessioni sul triste discorso del visionario Veltroni, sul già defunto Partito Democratico e sulla situazione sempre più deprimente e dannosa per il Paese della sinistra italiana, potete leggerle sul blog di Chris al seguente indirizzo, dal quale traggo un breve stralcio: http://ilrumoredeimieiventi.blogspot.com/2007/06/il-visionario.html

Perchè non c’è bisogno di “aiuto esterno”. In questo caso fa proprio tutto da solo, con un discorso emblematico: un po’ Ségolène ed un po’ Nicolas, un po’ conservatore ed un po’ riformista, un po’ populista ed po’ un guascone, un po’ che abbandona la politica ed un po’ no, un po’ comunista ed un po’ kennediano. Un po’ americano ed anche antiamericano. Un po’ tutto ed il contrario di tutto solo per ampliare il raggio dei consensi e dove il vuoto la fa da padrone. Dove la concretezza cede mesta all’apatia, dove le parole esprimono il niente, dove i programmi diventano ricordi e dove il riciclaggio regna sovrano.
L’uomo trasversale, l’uomo di tutti, l’uomo che manco la Dc più Dc sarebbe riuscita a digerire, perchè anche i più paraculi hanno un’anima in fondo.

Fondamentale il link di “abbandona”, dove troverete il video nel quale Veltrons, intervistato da Fazio nella sua trasmissione “Che Tempo che fa”, dichiara esplicitamente di ritirarsi dalla politica al termine della sua legislatura da sindaco buono di Roma, sfidando anche tutti quanti a tornare a vedere come avrebbe mantenuto la sua promessa. Di anni non ne sono passati cinque, ma soltanto uno, e già sappiamo che quella promessa non la manterrà. Come oramai è destino comune per qualsiasi cosa venga detta da un politicante sinistro…

Alla prox.

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F1: Ferrari a inseguire…

giugno 17th, 2007
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C’è poco da dire. La tanto attesa trasferta americana è stata devastante per la psicologia e la classifica delle rosse e per quella di Alonso. Dopo un grande inizio di stagione, che si era concretizzato con la vittoria di Raikkonen e le tre di Massa, pensavamo che questo mondiale sarebbe stato combattuto con la Ferrari in prima linea per la vittoria finale. Invece il primo capolino in Europa ci ha consegnato una McLaren fortissima, e su circuiti storicamente favorevoli a Maranello come Montreal e Indianapolis è arrivata la conferma che attualmente la Ferrari può soltanto guardare e inseguire.

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L’ideologia comunista ancora in piazza…

giugno 11th, 2007
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Roma blindata per l’arrivo di Bush, ma soprattutto Roma blindata per l’arrivo di migliaia di manifestanti appartenenti ai centri sociali, ai collettivi universitari, alla sinistra comunista ideologica. Cerco di chiedermi come, a quasi 20 anni dalla caduta del regime comunista, ci siano ancora così tante persone che scendono in piazza fiere di quel passato, fiere di camminare con il pugno alzato, pronte in ogni momento a riportarlo in auge. Come al solito per altro, tutto previsto: strade imbrattate di insulti, e i soliti 200 imbecilli di fine corteo che alla vista della Polizia hanno indossato caschi, sciarpe e berretti e hanno cominciato a lanciare bottiglie e sampietrini, a distruggere vetrine, a incendiare cassonetti (la sera alla stazione Tiburtina). Perché Bush sbaglia nella sua politica di guerra globale e permanente (?), ma per farlo capire è necessario fare la guerra… Misteri insondabili della logica comunista ed estremista… La stessa contraddizione che ogni anno si registra al G8 e in generale nelle manifestazioni targate centri sociali & Co. Ci avevano pure spiegato, furbescamente quanto ignobilmente, che sarebbe stata colpa della Polizia se eventuali scontri avessero turbato il corteo: mah, ieri la Polizia è rimasta pure impassbile di fronte al primo lancio di bottiglie, quasi invisibile lungo le strade del corteo stesso, guidata da quella mente sapiente di Achille Serra (non a caso ex-deputato di Forza Italia), a mio avviso uno dei migliori prefetti d’Italia. L’altra manifestazione, che l’immalinconito Giordano ha provato a spiegare non “altra”, ma unita col “cuore” al corteo, si è conclusa con una piazza spettrale, nella quale i rappresentanti dei tre partiti politici principali più varie sigle collegate avevano portato un familiare a testa o due al massimo… Manifestazione che, bisogna riconoscerlo, ha decretato non solo la definitiva autonomia dei movimenti dai partiti (guai al contrario ha spiegato Paolo Cento dei Verdi allo speciale sulla manifestazione del Tg LA7) ma anche la oramai definitiva spaccatura tra gli stessi (questo Cento sembra non averlo notato): il che può essere un pericolo, poiché in un momento il quale il Governo di centrosinistra ha contribuito non poco ad aizzare lo scontro di classe e l’invidia sociale, non riuscire a controllare poi quella che dovrebbe essere la propria piazza, sta portando come risultato ad un rinfocolamento del terrorismo in Italia, ad un continuo scontro tra forze dell’ordine ed ideologizzati dell’ultima ora, financo a degli emeriti caproni ignoranti che hanno imbrattato il monumento di Aldo Moro a via Fani paragonandolo a Bush… Roba da 2 in Storia, se questi dementi avessero frequentato il Liceo invece di andare a spasso per centri sociali, sale giochi e parchi alla ricerca di spacciatori di droga… Come roba da 2 in Storia è la scritta che eleva Cuba a Paese rappresentante della vera democrazia: dismotrazione di come la storia non ha alcun valore di fronte alla becera ideologia comunista. Una incrudescenza di ideologismo che si riflette anche nelle scelte discutibili e sbagliate del Governo stesso: con la destra stringe la mano a Bush chiamandolo amico e caro alleato del Paese, con la sinistra gli prepara i sampietrini. Dice Diliberto che l’incoerenza sarebbe stata non andare in piazza dopo averlo fatto per anni stando all’opposizione: tutto giusto, se non fosse che poi continua a votare le missioni di “guerra” all’estero. Ah dimenticavo: la strategia italiana è cambiata… D’altronde lo sanno tutti: quando le guerre le fanno i comunisti, sono sempre ben fatte.
Quegli ideologizzati di cui sopra, quando scenderanno in campo contro l’armamento nucleare della Corea del Nord, quando contro il tentativo dell’Iran? Quando scenderanno in campo contro l’occupazione militare della Cina ai danni del Tibet che si protrae oramai da decenni? Quando scenderanno in campo contro le continue guerre che insanguinano il continente africano, e di cui i Tg nazionali nostrani non danno manco notizia, troppo impegnati come sono a dire persino quante volte i soldati americani in Iraq vanno al bagno ogni giorno. Dov’è la coerenza di chi protesta contro la guerra, ma soltanto quella fatta dai propri avversari politici? Dov’è la coerenza di chi protesta contro la guerra, ma poi la usa per insegnare che è sbagliata? Dicono di essere contrari alla politica di Bush, alla sua amministrazione, non solo per la guerra, ma proprio per la sua politica in generale: diranno mai che gli USA hanno raddoppiato lo sforzo per l’Africa, portandolo da 15 a 30 miliardi di dollari, quando la stessa Europa riesce a malapena a fare tutta unita la stessa cifra? Diranno mai che gli USA non firmano il trattato di Kyoto (per altro inutile), ma che tale trattato non lo firma manco la Cina? Protestano per questo? Diranno mai che gli USA, a differenza dell’Europa, hanno firmato un trattato di collaborazione con il Brasile per il carburante ecosostenibile come l’etanolo, di cui si avvieranno ad essere nei prossimi anni uno dei principali produttori a livello mondiale? E l’Europa, cosa fa? Questi “intelligentoni” scenderanno mai in piazza a protestare contro il fatto che l’invenzione europea, soprattutto italiana, del motore ad acqua, è chiusa in un cassetto da 40 anni? Che quella del motore ad idrogeno va avanti da anni e anni ma è ancora lontana da una produzione di massa? Che aspettano, con tutti i loro scienziati, a svilupparlo in maniera economica? Tutta tecnologia che risolverebbe in parte anche il problema dell’approvvigionamento di gas: oh che sbadato, dimentico che se tutto ciò fosse realizzato, la Russia tornerebbe nel baratro, il Medio Oriente non avrebbe di che sopravvivere, le compagnie petrolifere sarebbero quasi inutili, persino il nucleare potrebbe diventare inutile. Però poi ci spiegano che l’Europa non è mossa da interessi di parte, che combatte per la pace e per la democrazia, mentre il demone americano è spinto da suo imperialismo economico. BALLE, VACCATE senza mezzi termini, che dimostrano come la battaglia non sia culturale, ma ideologica, ancora una volta.
Decisamente un Paese che gira al contrario, che sta tornando ai tempi nel quale si aveva paura di esprimere il proprio pensiero e bisognava stare attenti a passare vicino al manifesto giusto. Tutto questo ritorno di fuoco si sta registrando da quando questa sinistra è al Governo: ma, nonostante gli italiani abbiano fatto capire che questa politica non piace, non è gradita, che bisogna cambiare (dal momento che non sta scritto da nessuna parte, se non nelle menti di chi siede incollato alle poltrone del potere, che questa sia l’unica strada possibile per il risanamento completo), loro vanno avanti. Milioni di italiani sono scesi in piazza a più riprese per protestare (e fa ridere, ovvero dà molto da pensare, il fatto che colpiscano di più poche decine di migliaia di persone, per altro generalmente sempre le stesse, piuttosto che le piazze del 2 dicembre o del Family Day), ma niente, vanno avanti, sicuri del fatto loro, come se avessero vinto (?), anzi stravinto (???) le elezioni politiche. Allora non avevano la maggioranza nel Paese (perché, checchè ne dica Fassino, poche migliaia di voti in più alla Camera non fanno una maggioranza, e la sconfitta in Senato non fa una vittoria), oggi poi manco a parlarne.
Io spero vivamente che gli Italiani si rendano conto del pericolo che corre il loro Paese, dell’errore che è stato fatto nel recente passato, soprattutto gli Italiani di centrosinistra, che ancora non hanno capito di essere nelle mani della sinistra radicale (l’ultima volta persino sotto scatto ai tre senatori del Süd Tirol). In Europa sta cambiando il vento: in Belgio, il popolo si è stancato del governo socialista permissivista ed è tornata ai Democratici Cristiani; in Francia ha stravinto nettamente la destra, e i partiti comunisti, radicali o estremisti che siano, sono stati definitivamente cancellati dalla scena politica; in Germania, idem… Soltanto in Italia ci portiamo ancora attaccata al piede come una grossa palla da galeotto questa rovina, perché è più importante che non vinca Berlusconi piuttosto che far funzionare il Paese: frutto tutto ciò sicuramente di un passato nel quale l’Italia era considerato l’avamposto del regime comunista in Occidente (il Pci fino al 1992 aveva il 46% dei voti), ma un passato che non è più sostenibile e che va definitivamente cancellato, come abbiamo fatto 60 anni fa con il fascismo, anche grazie agli Americani, come il Presidente Napolitano ha tenuto a ricordare, come hanno fatto altre importanti democrazie in Europa.

Alla prox.

N.B.: l’articolo è stato scritto nel corso della giornata di domenica…

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L’arroganza “sinistra” di coloro che non si vergognano mai…

giugno 7th, 2007
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Quello a cui abbiamo assistito in questi ultimi tempi nel mondo della politica italiana è una delle pagine più devastanti della storia recente della politica stessa. Sto chiedendomi ultimamente se la vergogna e il burinismo dei politicanti di sinistra abbia un limite accettabile, ma la risposta, se non è negativa, ancora non si staglia all’orizzonte. Non mi riferisco soltanto al caso Visco-Speciale, ma all’atteggiamento tenuto da importanti esponenti del mondo politico della maggioranza.

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