Archive for maggio, 2007

Sarkozy: e la Francia va a destra…

maggio 6th, 2007
No Gravatar

Ora è arrivata la definitiva conferma: l’importante vittoria del candidato della destra repubblicana Nicolas Sarkozy ha decretato la sconfitta della sinistra europea, in crisi da tempo sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista delle idee. Anche in Italia ne abbiamo avvisaglie che stiamo pagando sulla nostra pelle, in Inghilterra il crollo dei Laburisti e la vittoria dei Conservatori nelle recenti elezioni scozzesi avevano lanciato importanti segnali al riguardo. Ora, finalmente, si apre un nuovo capitolo per la destra europea (e di rimando per quella italiana, speriamo): tutti i Paesi guardavano con grande attenzione a queste elezioni, il che significa che il risultato aveva una importanza che trascende profondamente la politica francese, essendo per altro la Francia uno tra i Paesi economici più importanti al mondo.

» More: Sarkozy: e la Francia va a destra…

5 minuti di notorietà: Andrea Rivera show

maggio 3rd, 2007
No Gravatar

Non c’è che dire: il nuovo gioco “5 minuti di notorietà” sta facendo proseliti. In cosa consiste: le regole sono molto semplici, anzi la regola è soltanto una: basta inventarsi la prima stupidaggine che passa per la testa contro la Chiesa di Roma, e si riceveranno applausi, colonne sui giornali, servizi in televisione, notorietà nazionale e tanta simpatia. Ripeto: non è importante ciò che si dice, l’importante è dirlo. Un mirabile esempio di come si partecipa e si vince a questo gioco l’ha dato Andrea Rivera, cantautore “comico”, alla festa dei lavoratori del 1 maggio in p.zza S. Giovanni a Roma. Cosa ha detto: che non comprende l’ipocrisia di chi nega i funerali a Welby ma li concede a Pinochet & Co., ritiene la Chiesa retrograda perché non consente il libero uso dei profilattici, la fecondazione assistita e la ricerca sugli embrioni, non si evolve perché non accetta l’evoluzione, e così via seguitando con questo ammasso di luoghi comuni. Ovviamente, alla piccata e forse esagerata risposta dell’Osservatore Romano subito è impazzata (o forse è meglio dire è “impazzita”) la polemica su blog più o meno di parte, su blog radicali, di sinistra, o semplicemente di chi ritiene di avere un grande intelletto laico (ma forse è meglio dire “laicista”). I temi più ricorrenti in questi blog sono così riassumibili: ingerenza politica della Chiesa (perché Prodi e i sindacati avrebbero stigmatizzato le parole del Rivera, quindi ovviamente le loro parole sono state pilotate dal Vaticano), occupazione con i teocon delle principali posizioni di controllo e/o di pensiero, preparazione alla guerra preventiva nei confronti di uno sconosciuto nemico. Così via seguitando. Alla parola “terrorista”, il Rivera si è difeso ribadendo fortemente i concetti già espressi e “consigliando” la Chiesa di preoccuparsi del «milione di giovani che l’hanno applaudito».
Ma, e qui sta il nodo cruciale, con tutto ciò si rivela, si appalesa la pochezza logica (per rimanere sul vago e sull’eufemismo) non solo del Rivera, ma anche e soprattutto di coloro che fomentati dal momento, dalla festa, dalle canne e dall’alcool l’hanno applaudito. Molto brevemente spiego perché:
1) secondo il giornale ufficiale del Vaticano, il Rivera è un “terrorista” perché in un momento in cui alti esponenti della Chiesa sono fatti oggetto di minacce di morte tutt’altro che burlesche, le sue parole non fanno altro che fomentare quei gruppi (questi sì, davvero di terroristi) che si riconoscono nel pensiero comunista e di sinistra;
2) il Rivera si sente un uomo culturalmente avanzato e progredito perché scende in piazza a gridare “pace subito senza se e senza ma”, ma considera la Chiesa retrograda se scende in piazza a gridare “difendiamo la vita umana senza se e senza ma” contro la sperimentazione sugli esseri umani e gli aborti di massa che ogni giorno vengono compiuti per il semplice motivo che la sera prima coppie di giovani (che magari si erano appena conosciuti) dovevano dare libero sfogo a quella che loro chiamano passione, ma che non è nient’altro che una scopata. Quale logica vi è in questo mi sfugge;
3) il Rivera dice che la Chiesa non accetta l’evoluzionismo perché non è in grado di evolversi. In realtà, basterebbe che si documentasse (anche semplicemente leggendo le parole del Cardinale di Vienna Schömborn) per scoprire che la Chiesa non rifiuta affatto l’evoluzionismo, ma che semplicemente ha un’idea diversa rispetto a quella che viene ammantata di scienza (ma che di tale parola non ha assolutamente nulla) dei neodarwinisti (con tutte le sfumature e le varianti di questa corrente di pensiero), e che forse ad evolversi deve essere il pensiero del Rivera, ancorato ancora alle polemiche da bar dello sport;
4) il Rivera dice che la Chiesa dovrebbe preoccuparsi del fatto che un milione di giovani l’hanno applaudito (e i blog rincarano la dose con fantastorie sul modello della guerra preventiva, etc. etc.), ma la realtà dei fatti è molto diversa: intanto, se ad applaudirlo erano la metà di quanti lui pensa fossero, è soltanto grazia ricevuta. Poi di chi dovrebbe preoccuparsi la Chiesa? Di gente che ogni sabato sera si ubriaca? Di gente che si fa le canne (per non dire si droga) e si cala le pasticche in discoteca? Di gente che ha ridotto la piazza di S. Giovanni manco fosse un porcile, nella quale la puzza permaneva ancora il giorno dopo nonostante si trattasse di un luogo all’aperto dopo una notte di vento e pioggia a pulire l’aria (roba che manco un branco di caproni a defecare sarebbe riuscito a creare)? La Chiesa dovrebbe svendere i propri principi, dovrebbe “evolversi” rinnegando ciò per cui ha combattutto per 2000 anni, per farsi applaudire da questa gente qui o dal Cappato di turno? Un noto comico avrebbe detto: «Sig. Rivera, MA MI FACCI IL PIACERE!!!».
Concludo sulla ipotetica “guerra preventiva”: di chi sarebbe la guerra, della Chiesa? O di quei sedicenti gruppi comunisti che, prima di applaudire Rivera per le sue parole, il 1 maggio hanno ribaltato un tavolo nel quale Mario Segni (illeso soltanto perché difeso dai suoi uomini) raccoglieva le firme per il referendum contro la legge elettorale, appoggiano il terrorismo delle BR (con un preoccupante ritorno di un modo di pensare che l’Italia riteneva chiuso da qualche lustro, ma che con questo Governo fantoccio è tornato forte a farsi sentire, a coinvolgere fin troppe persone tra le sue fila), attaccano il nascente PD, si riconoscono in coloro che minacciano di morte Mons. Bagnasco??? È il pensiero di queste persone che la Chiesa deve tenere in conto affinché riveda le sue posizioni teologiche e sociali? Perché nei blog si è dato risalto a questa polemica, ma non a tutto ciò?
Un tema come questo purtroppo meriterebbe una monografia a parte, cosa che esula da questo contesto. Sconcerta tuttavia e davvero la posizione di chi, sentendosi portatore di democrazia e di valori laicisti, vorrebbe ridurre la Chiesa ad un fenomeno personale e interiore, ad un fenomeno concluso e conchiuso all’interno di quattro mura e un tetto: perché la Chiesa non avrebbe il diritto di esprimere il proprio parere su come funziona questo mondo, su come atei e laicisti lo stanno mandando a scatafascio? Ogni volta che la Chiesa parla è ingerenza (ancora qualche giorno e sarà ingerenza anche dire che i cattolici devono andare a Messa regolarmente e ogni domenica, ingerenza perché si frappone fra l’uomo e la sua completa libertà a scegliersi la propria vita!!!): io credo che sia molta più ingerenza tentare ogni volta di zittire la Chiesa, tentare ogni volta di metterne in ridicolo le posizioni, perché sono posizioni che in Italia hanno ancora un grosso seguito (anche e soprattutto tra moltissimi gruppi di giovani, stanchi della loro vita da ubriachi del sabato sera) e danno fastidio a troppa gente, a troppe ideologie, ai nuovi tabù e ai nuovi falsi diritti che l’uomo moderno si è costruito per facilitarsi la vita e non vorrebbe per nulla al mondo vedersi sfuggire di mano.
Nel fine settimana pubblicherò nel sito un articolo dal titolo “La morale come scienza del dover essere”: forse è questo che fa paura a tutte queste persone. Il fatto che la Chiesa abbia ancora oggi il coraggio di dire cosa è giusto e cosa è sbagliato, di rafforzare il concetto di morale e di etica, e di non permettere che bene e male siano concetti relativizzati al singolo, libero si decidere in base alle situazioni cosa è bene e cosa è male…

Qui chiudo, per oggi. Alla prox.

Milan in finale di Champions League

maggio 2nd, 2007
No Gravatar

Non si può fare altro che aprire questo post con dei complimenti al Milan, che con grande classe ha conquistato la sua ennesima finale di Coppa Campioni/Champions League, la terza negli ultimi cinque anni. Di fronte, un Manchester Utd. che dire “penoso” significa usare un eufemismo: gli inglesi pensavano di avere davanti la Roma, pensavano di aver già vinto questa competizione in virtù del loro straordinario campionato, pensavano che bastasse avere qualche individualità di grandissimo spessore (leggi Scholes, Giggs, C. Ronaldo e Rooney) per portare a casa vittorie a ripetizione. Ma quando sulla linea difensiva si ha gente come Vidic, 3 volte su 4 le partite contro formazioni come quelle del Milan sono perse.

» More: Milan in finale di Champions League


Bad Behavior has blocked 69 access attempts in the last 7 days.