Negli ultimi tempi, è salita alla ribalta della cronaca nazionale un evento allo stesso tempo incredibile e riprovevole. Un brachetto di ragazzini che abbordano, abusano, minacciano e feriscono una loro coetanea, lasciandola nel sangue, convintissimi del fatto loro e della loro impunità , tant’è che la polizia li ha pescati a casa due ore dopo che dormivano senza neanche che si fossero disfatti dei vestiti insanguinati. Ma non voglio commentare questo spiacevole (per usare un eufemismo) episodio, quanto più che altro soffermarmi sull’ipocrisia di una trasmissione italiana, l’Italia sul Due, condotta da Roberta Lanfranchi e Milo Infante, che copre la fascia pomeridiana 14-16 e che proprio ieri ha dedicato la prima parte della trasmissione al dibattito su questo accaduto.
Già nel giorno prima la loro ipocrisia si era esaltata in un sondaggio dal titolo “Perdoneresti chi ha ucciso un tuo familiare?”: ovviamente, qualcosa come il 97% ha risposto no. Dov’è l’ipocrisia: nel fare di un sentimento interiore, che spesse volte si raggiunge dopo un certo tempo, un certo travaglio interiore, una certa battaglia tra la propria ragione e il proprio senso di uomo e i propri sentimenti, un argomento da pubblica piazza. Questi giornalisti d’assalto, che dopo 10 minuti da un omicidio infilano il microfono sotto il naso del parente e fanno questa domanda, si devono vergognare nel profondo del loro cuore, chiedere scusa e rimettere la tessera dell’ordine a chi di dovere. Ma lasciamo stare…
Nella suddetta trasmissione, c’è stato un collegamento esterno con gli abitanti del luogo nel quale sono stati intervistati la proprietaria del bar dove tutto è cominciato e i farmicisti che hanno soccorso la ragazza dopo la violenza (in seguito li hanno raggiunti ragazzi del luogo). Sono state dette cose interessanti, altre sono state mandolinate per l’occasione. Quello che più mi ha fatto rabbia, è stato alla fine del collegamento, quando la proprietaria del bar, con una frase probabilmente un po’ forte, ha detto: “Speriamo che le sia servito da lezione per essere meno provocante nelle prossime occasioni” (non testuali parole). Al ritorno in studio, l’Infante ha lanciato i suoi strali contro questa affermazione, ritenendola gravissima e contraria alla morale e al buon senso comune. Ora io mi chiedo: quando si entra in un commissariato di Polizia, c’è una specie di decalogo nel quale si consigliano comportamenti da tenere per aumentare la propria sicurezza personale; a Napoli hanno deciso di sostituire i Rolex dei turisti con orologi di plastica; in televisione assistiamo ad appelli giornalieri, soprattutto rivolti agli anziani, per stare attenti ai truffatori; ai bambini piccoli tutti i genitori insegnano di non prendere caramelle dagli sconosciuti. Però, se una persona dice ad una ragazza «Cerca di non mettere troppo in mostra le tue grazie», si grida allo scandalo, si fanno le piazzate da baretto dello sport, si battono i pugni sul tavolo, quasi che si volesse in tal modo limitare la libertà personale di una ragazza o ancora peggio giustificare il comportamento di determinati criminali. NULLA di più lontano dalla verità !!! I criminali e i violenti ci sono, i truffatori anche, i drogati e gli alcolizzati non ne parliamo, coloro che cercano ogni modo per approfittarsene sono sempre dietro l’angolo… Sono sempre esistiti, tanto nella lasciva Roma tardo imperiale quanto nella castigatissima società medievale, quindi NON è questo e NON può essere questo il punto. Sicuramente quella proprietaria avrebbe potuto dire quello che ha detto in maniera meno dura, meno forte e forse per questo più incisiva e corretta. Ma resta l’ipocrisia di chi, intendendo fischi per fiaschi, si lancia nelle sue accuse di moralismo spicciolo, di bassa demagogia: davvero una caduta di stile notevole dal mio punto di vista. 5 minuti di vegogna non dovrebbe toglierglieli nessuno al caro Infante… Consigliare ad una ragazza giovane di essere meno provocante, un po’ più castigata quando va in giro per strada, soprattutto di notte in zone poco frequentate, è soltanto un modo per cercare di prevenire: i criminali ci sono e non è purtroppo in nostro potere eliminarli con un colpo di spugna, contribuire a fare in modo che non entrino in azione, questo sì possiamo e dobbiamo farlo…
Alla prox.




