Pensavo di aver acceso la televisione per vedere una finale. Poi sono andato sul sito dell’Inter per vedere se per caso la società avesse deciso di mandare la squadra primavera all’Olimpico (che sò, qualche forma di protesta) oppure se peggio il pullmann si era perso per strada… Non ho trovato nessuna delle cose citate, ma sta di fatto che non ho trovato manco i nerazzurri, non pervenuti contro la Roma se non fosse stato per gli errori dei giallorossi.
Beh, a dire la verità , non è che noi siamo stati migliori in tal senso: Toldo (4) a farfalle per due volte, Maxwell (4) che è stato alla fascia sinistra come Babbo Natale a Pasqua (fascia dove loro sovrapponevano i giocatori come volevano, e Panucci ha crossato almeno tre volte in tutta tranquillità e pacatezza!!!), i centrali di difesa (5) che puntualmente perdevano le marcature. Ed è grazie al piede marmoreo di Mancini se il passivo non è stato peggiore del 6-2 finale (nuovo record di marcature totali in una finale di Coppa Italia). Qualche dato: Mancini (allenatore) non perdeva da 30 partite di Coppa, l’Inter da 21, in questa competizione avevamo un parziale di 12-0 (rf / rs), non perdevamo una partita fuori casa da settembre (esordio di Champions a Lisbona). In tutto ciò, 52″ e Roma in tranquillo vantaggio con Totti.
Che dire di più… Tutto e il contrario di tutto si potrebbe dire, scrivere mille righe o soltanto 4 ancora. Pensavo però che una finale sarebbe stata affrontata meglio: formazione completamente sbagliata, partita preparata male, giocata peggio, motivazioni inesistenti. Ho pescato tutte e tre le sostituzioni già alla fine del primo tempo, ma non i periodi (e a quanto pare Mancini non ha avuto ragione). I giallorossi si sono presentati contro l’Inter nelle ultime due partite con la voglia di vincere e di dimostrare di essere forti e competitivi quanto basta contro una squadra che li aveva asfaltati negli ultimi tre anni (e soprattutto per esorcizzare definitivamente il 7-1 di Manchester). Crespo ha provato a tenerci a galla, ma ovviamente l’impresa non è soltanto ardua, ma praticamente irrangiungibile: non tanto perché l’Inter non possa fare 4 gol o la Roma non possa subirne altrettanti (la storia recente ci insegna bene tutto questo, e Spalletti ha tenuto a sottolinearlo nelle interviste di fine gara), ma perché giocare una partita costantemente all’attacco senza subire il contropiede di una squadra che fa della sua essenza questo modo di giocare è letteralmente fuori alla portata dell’Inter di questo finale di stagione. Oramai ci siamo adagiati su uno scudetto stravinto in lungo e in largo, e sembra che il tris nazionale (o forse la pietà per una squadra che si stava abituando troppo a vederci vincere sempre ultimamente) quest’anno non arriverà .
Poi, si potrebbe anche discutere sul fatto che all’improvviso la Coppa Italia diventi una sorta di “scudettino” (come qualche giornalista romano l’ha ribattezzata) per il solo fatto che era alla portata della Roma: nelle ultime due stagioni, hanno sempre snobbato la nostra vittoria chiamandola Coppa del Nonno, ora che la vince la Roma diventa uno “scudettino”. Misteri della critica giornalistica, che oramai ho rinunciato a comprendere. D’altronde si sa, loro devono vendere copie e fare cassa, quindi tutto ciò che attira la curiosità dei tifosi (e chissà quanto si esalteranno adesso quelli giallorossi inclini generalmente ad esaltare oltre ogni ragionevolezza ogni successo della loro squadra) o fa polemica va sempre bene.
Fa rabbia la sconfitta per il modo nel quale è arrivata, perché i giocatori non hanno onorato quanto serve la gloriosa maglia neroazzurra, perché non hanno fatto nulla per evitare un passivo così pesante, per il quale bisogna tornare indietro di qualche anno per ritrovarne uno simile (6-0 dal Milan… sic!), perché non hanno avuto il coraggio e la volontà di vincere una Coppa che se era alla portata della Roma era alla nostra straportata. Questo fa rabbia, non tanto la sconfitta e la probabile non vittoria in sé e per sé. Resta che questa stagione non ce la leva nessuno, ma l’impressione che si sia pensato solo al campionato (vedere il modo col quale abbiamo giocato la Champions) è forte e difficile a fugare e ciò non è accettabile per giocatori che appartengono alla società Inter.
Alla prox.
Link utili:
http://www.gazzetta.it/speciali/coppa_italia/2007/index.shtml
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