
Interrompiamo le trasmissioni televisive per dare un annuncio importante:
Battendo il Siena 2-1 (doppietta di Materazzi e gol del momentaneo pareggio di Negro) i nerazzurri conquistano il 15° scudetto della loro storia.
Eh sì: questa volta è vero: dopo 18 anni la società neroazzurra aggiunge al proprio parlmares un altro tricolore; questa volta saranno gli altri tifosi a vederci gioire per una importante vittoria. E lasciamoli pure a rosicare alla grandissima (rosicata alti livelli!) con le loro fantastorie di un campionato falsato, di un campionato anomalo: almeno NOI non abbiamo avuto bisogno di taroccare le partite, non abbiamo avuto bisogno di comprare gli arbitri, di dirigere i sorteggi arbitrali, di pilotare il calciomercato… NOI VINCIAMO SENZA RUBARE!!!
CHI NON SALTA ROSSONERO È!!! cantano i giocatori negli spogliatoi. Non ne potevamo più di aspettare: c’hanno rubato il match point domenica pomeriggio, qualcuno addirittura pensava “al sogno nel cassetto chiuso però a doppia mandata” per i dovuti scongiuri di rito. Buttatela pure la chiave del cassetto, oramai non serve più a nulla!!! Si devono soltanto inchinare ai 16 punti di vantaggio che questa squadra ha accumulato quando ancora mancano 5 giornate al termine del torneo. E scusate se è poco, e soprattutto scusate se soltanto il Lione in Francia è riuscito a vincere il titolo in questo periodo (ma in Francia il torneo inizia già a fine luglio).
LA CAPOLISTA VOLA!!! E un piccolo regalo da parte mia: la voce di Scarpini che per trenta secondi urla «Campioni d’Italia». Un urlo finalmente gridato a squarciagola, un urlo liberatorio:
http://cristianesimo.altervista.org/download/Scarpini_-_campioni_italia.wav
Perdonatemi se è un po’ pesantino (1,26Mb), ma la vittoria va festeggiata degnamente, una vittoria che finalmente potranno godersi dall’alto dei cieli anche Facchetti e Prisco, il primo soprattutto morto poco prima di tornare a vedere il tricolore sulle maglie della sua squadra.

…e ora tutti zitti!

Una vittoria coi fiocchi. Ero indeciso su quale titolo inserire per questo intervento, alla fine mi sono orientato su qualcosa di attinente con il periodo della F1. Dopo la delusione della Malesia, frutto di errori imprevisti che hanno scombussolato le strategie precedentemente messe a punto, questa volta Massa non sbaglia la partenza, rimane davanti al sorprendente Hamilton (primo esordiente a salire sul podio nelle prime tre gare, primo pilota di colore nella storia della F1) e corre in tranquillità verso la sua prima vittoria stagionale.



