F1: riparte il mondiale. Grande Ferrari!

18 marzo 2007 di Simone82 Leave a reply »
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Dopo 5 mesi di attesa, è ripartito (nella notte italiana) il Campionato Mondiale di Formula1: è il primo, dopo 16 anni, senza Michael Schumacher, senza uno dei più grandi piloti che la storia di questo sport abbia mai visto. Sicuramente sarà un campionato diverso: doveva succedere prima o poi che il Kaiser lasciasse la scena ai suoi eredi. Eredi che rispondono al nome di Raikkonen, Massa, Alonso ed Hamilton, ovvero i quattro piloti di Ferrari e McLaren, le due scuderie che sulla carta si giocheranno i due titoli a disposizione.


Alzataccia alle ore 03:50 (come da tradizione fin da quando frequentavo le Medie), il computer che si accende automaticamente e si sintonizza sul canale Uno della Rai. Indosso la solita maglietta Ferrari pronto a sventolare la bandiera del Cavallino al momento dello spegnimento dei cinque semafori rossi. Pronti eeee….. VIA! Parte ufficialmente il Gran Premio d’Australia: la rossa di Raikkonen in pole, le due frecce d’argento subito dietro, Massa in ultima fila a causa della rottura del cambio durante le qualifiche. Dopo 15 giri, il finlandese ha 15″ di vantaggio su Hamilton, secondo in classifica dopo il pit-stop di Heidfeld, una camionata di secondi che hanno già decretato la fine della gara. Troppo superiore la Ferrari, troppo forte la rossa rispetto alle rivali, come dimostra la grande tattica di Massa, che non soffre l’usura delle gomme morbide montate per oltre 30 giri e un solo rientro ai box, rimontando dall’ultima alla sesta posizione. Nuova regola quest’anno quella delle gomme: ogni monoposto deve montare almeno due specifiche di gomme nell’arco della gara, in qualsivoglia modo si preferisca: tranne Heidefel e Massa, tutti gli altri piloti hanno destinato all’ultima sezione di gara (molto breve, ca. 10-15 giri) le mescole morbide, facilmente usurabili su questo circuito. Raikkonen può alla fine amministrare il suo grande vantaggio, e giungere alla bandiera a scacchi con oltre 12″ di vantaggio sullo spagnolo Alonso, che dopo 36 gare perde la vetta della classifica (salvo dunque il record di Kaiser Shumi a quota 37!); spagnolo per altro bravissimo a dare solidità ad una macchina nelle ultime stagioni molto poco affidabile e a scavalcare il primo pilota di colore nella storia della F1, tal Louis Hamilton, campione in carica della GP2, che fino al secondo pit-stop aveva tenuto con grande autorità il campione del mondo in carica e suo compagno di squadra.

Le Renault di Fisichella e Kovalainen (altro debuttante) hanno perso tutta la loro forza: forse meno delle altre scuderie sono stati in grado di adattare le loro macchine alla nuova gomma unica della Bridgestone, dopo anni militati sotto l’insegna dei connazionali della Michelin. Singolare un particolare: dopo aver combattuto aspramente il cerchione posteriore pieno che la Ferrari montava nella scorsa stagione, quest’anno l’hanno adottato… Stranezze della vita! In ogni caso, il finlandese è sembrato troppo sotto pressione (diversi errori “semplici” oggi), mentre l’italiano non è mai stato in grado di insidiare le prime posizioni, bravo soltanto a tenere dietro Massa negli ultimi due giri bloccando così la sua grande rimonta. Non sembra insomma una macchina in grado di essere competitiva a livello di McLaren e Ferrari, che dopo la prima gara e i test invernali si confermano le uniche due scuderie in grado di ambire seriamente ai due titoli. Soprattutto le rosse di Maranello sembrano essere partite con un passo più svelto: l’anno scorso la Renault vinse i titoli con i punti messi in cascina nella prima metà della stagione. Se tanto mi dà tanto, chi ben comincia è a metà dell’opera.

Alla prox.

kimi
Kimi Raikkonen festeggia la vittoria nel Gran Premio d’Australia. REUTERS/Adrees Latif

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