Afghanistan: l’Unione e la Conferenza di Pace

18 marzo 2007 di Simone82 Leave a reply »
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Mille e mille volte sentiamo i nostri politici di sinistra riempirsi la bocca della parola PACE. Ma sanno questi signori cosa sia il vero significato di tale parola? È davvero singolare e incredibile la pochezza delle menti di tali individui… Perché dico ciò? Sicuramente perché ne sono convinto, e potrei dimostrarlo senza tema di smentita in mille e mille modi, ma sfogliando la rete ho trovato questo interessante pensiero a firma di Carlo Panella, che sicuramente molti di voi conosceranno:


Afghanistan: l’Unione vuole una Conferenza di pace con gli sgozzatori

«La totale irresponsabilità politica del governo Prodi e della sua magioranza emerge con drammatica chiarezza in queste ore un cui siamo orripilati per lo sgozzamento del povero autista afghano Saied Agha, piangiamo assieme a sua moglie che per il dolore ha perso la creatura che teneva in seno e temiamo fortemente per la vita di Daniele Mastrogiacomo. La ferocia dei Talebani è nota, così come è forte il loro radicamento popolare. Ma proprio questo è quello che fa emergere l’irresponsabilità politica non solo di Giordano,del Prc, di Diliberto e Pecoraro, ma anche e soprattutto di Massimo D’Alema. Quel Daudullah che ha dato l’ordine di sgozzare a freddo il povero dovrebbe essere infatti uno dei primi invitati alla Conferenza di Pace che il nostro Ministero degli Esteri sta invocando, davanti a attoniti interlocutori internazionali, nel momento stesso in cui il governo si rifiuta di mandare nuovi militari per combatterlo. Qari Yousuf Ahmadi, il portavoce dei Talebani dovrebbe essere presente a quella Conferenza.
E’ così chiara, stridente, palese l’assurdità di questa posizione condivisa da tutto io centrosinistra, che se ne dovrebbero trarre immediate conseguenze.
Invece no.
Invece si offre al mondo uno spettacolo indecente di una presenza in Afghanistan a fare no si sa cosa, non si dotano i nostri reparti di difese adeguate, si fa parte del fronte europeo degli irresponsabili, con Zapatero, che si rifiutano di mandare nuovi soldati a Kabul e si offre ai Talebani la netta indicazione che serviva loro.
Volete colpire l’anello debole della catena, l’alleato degli americani in Afghanistan che può cedere subito? Rapite un italiano, colpite l’Italia.
Questo i Talebani hanno fatto. Ora chiedono il ritiro del nostro contingente in cambio della vita di Daniele: perfetto, cinico, orrendo tempismo.
Speriamo solo che si accontentino di denaro, la sola carta che il governo italiano può mettere in campo. Perché se tengono, come è probabile, il loro solito profilo politico, la situazione diventerà tragica.
I Talebani ragionano come i nazisti. Questo è il punto.
Solo Prodi & C., sino ad oggi, non se ne erano accorti.
»

Fonte: http://www.carlopanella.it/web/dett-edi.asp?ID=215

Per caso c’è bisogno di aggiungere altro?

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