L’Inter e il campionato anomalo…

27 febbraio 2007 di Simone82 Leave a reply »
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La straordinaria corsa dei neroazzurri in questo campionato 2006/07 ha prodotto come corollario un’altrettanto sfrenata corsa a delegittimare o a ridurre la portata di tale successo. Ovviamente le opinioni sono opinioni, e come tali vanno rispettate soprattutto in considerazione del fatto che ogni tifoso parla pro domo sua, ergo tanto ai milanisti quanto agli juventini non va proprio giù il loro attuale status nel calcio italiano.


Ma come si può definire anomalo un campionato per il solo fatto che manchi la Juve mi sfugge non tanto nell’essenza quanto nella pratica. Che poi lo si definisca addirittura falsato mi sembra addirittura marziano. I veri campionati anomali e falsati erano quelli nei quali qualcuno cercò di pilotare ben determinati risultati a vantaggio della propria società e/o di quelle amiche: sicuramente la Juve era una squadra forte, molto forte, ma più di una volta si è giovata dell’aiutino quando non riusciva a venire a capo di partite difficili, lo stesso aiutino che rarissimamente veniva offerto all’Inter (per esempio), società anzi che avrebbe ben donde di lamentarsi del comportamento arbitrale passato e che di “dossier” potrebbe presentarne una caterva. E i dati venuti fuori dalle inchieste della magistratura, che qualcuno vorrebbe invano delegittimare, sono dei macigni che pesano come montagne: mi piacerebbe chiedere a Mughini, tifoso juventino doc che considera la “Cupola” un’invenzione giudiziaria, un complotto contro i bianconeri, cosa ne pensa delle parole dell’avvocato della società che considerava, durante il processo, fin troppo buona una sentenza che condannava la società alla serie B, poiché il materiale a disposizione dell’accusa era tanto e tale da far presagire ben più gravi condanne. Che poi le sentenze rabberciate, finte e figlie più della necessità che della giustizia abbiano quasi lasciato un senso di innocenza, un senso di disorientamento che ha fatto pensare ai tifosi che ci fosse veramente un specie di complotto (magari ordito dall’Inter!), questo purtroppo risponde a realtà, ma è un problema della giustizia sportiva non dei fatti reali e accaduti.
La questione record/non record poi fa ancora più ridere: siamo arrivati alla 17ª vittoria consecutiva in campionato, la 9ª vittoria consecutiva in trasferta, e ci vengono a spiegare che in fin dei conti i superiori record del Celtic o dell’Ajax o del PSV valgono tanto quanto (bontà loro che hanno tralasciato di menzionare i campionati dell’est europeo). Ora, tanto per cominciare, chi ha da ridire sulla superiorità ergo maggiore difficoltà del campionato italiano dovrebbe spiegarmi almeno due questioni:
1) prima di quest’anno il record apparteneva alla Roma con “appena” 11 vittorie. Neanche l’imbattibile Milan di Sacchi prima e Capello poi riuscì a battere quello precedente di 10 vittorie. Il record spagnolo resiste a tutt’oggi da ca. 40 anni, mica ceci dunque. Dovrebbe venire facile dedurre che in Italia è molto più difficile tenere la condizione fisica e mentale per più di tre mesi consecutivi.
2) molte delle squadre il cui record supera quello dell’Inter l’hanno ottenuto a cavallo di due campionati: basterebbe un minimo di logica per capire che ottenere tante vittorie consecutive con una lunga pausa estiva in mezzo (quindi con la possibilità di recuperare tranquillamente la condizione sia fisica che mentale) è molto più facile.
3) le 25 vittorie del Celtic sono della stagione 2003/04: non stiamo parlando dunque del grande Celtic che nel 1967 vinse la Coppa dei Campioni, ma del Celtic che partecipa ad un campionato decisamente inferiore. A dimostrazione di ciò si può addurre la prova della partecipazione alle Coppe Europee, alle quali non mi risulta che lo stesso Celtic abbia fatto negli ultimi anni un gran cammino e più in generale non mi risulta che le squadre scozzesi vengano considerate questo pericolo insormontabile, sicuramente non tanto quanto quelle spagnole, inglesi e in parte anche tedesche.
La questione invece del “campionato indebolito” è altrettanto incomprensibile: dei grandi giocatori che hanno lasciato il nostro campionato quest’anno annoveriamo Zambrotta, Cannavaro, Emerson e Thuram. Altri, come Ibrahimovic e Vieira, sono rimasti in Italia cambiando soltanto maglia. Altri sono scesi in serie B con la Juve. Per il resto, tanto la Fiorentina, quanto Milan, Roma, Palermo e Lazio hanno sostanzialmente mantenute invariate le loro rose rispetto alla scorsa stagione: anche le medie e le piccole squadre non è che abbiano fatto chissà quali grandi rivoluzioni in negativo. Anzi, con il mercato di gennaio sono arrivati importanti giocatori come Cavani al Palermo e Giuseppe Rossi al Parma. Quale campionato indebolito dunque? La lotta per i preliminari di Champions (considerato che Inter e Roma fanno corsa a sè) vede partecipanti almeno sette squadre; la lotta per un posto in Europa è altrettanto affollata. La mini-debacle della settimana passata in Europa ha altri motivi che il presunto indebolimento del campionato.
Con questo non si vuole certo dire che sia proprio esattamente lo stesso torneo degli anni passati: le penalizzazioni a Fiorentina e Milan pesano, e anche la Juve in serie B è comunque una perdita per il calcio di serie A. Ma l’Inter ha fatto, complessivamente, +14 rispetto alla Roma, +20 punti rispetto ai viola, +22 rispetto ai rossoneri. Sono bruscolini? La vera anomalia consiste nel fatto che non si vedeva una squadra così rullo compressore, così imbattibile dai tempi del Milan di Capello, quindi dal almeno tredici anni, e quando si perdono le abitudini è sempre difficile riacclimatarsi.
Se vinceremo il titolo avremmo fatto 15. A chi considera tale vittoria ridimensionata, meno valida di quelle del passato, risponderò come Mancini: «Me ne frego!». Le altre società potevano pensarci prima di mettere mano al telefono/cellulare: forse, se i campionati degli ultimi dieci anni fossero stati veramente tutti regolari, qualcuno sarebbe finito in maniera diversa.

Alla prox.

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