In questi giorni in cui il calcio sta piano piano tornando alla normalità , ci sembra doverosa la similitudine tra mondo del pallone e governo italiano. E sì, perché dopo la seconda batosta sulla politica estera e le dimissioni dell’esecutivo di Prodi, la maggioranza compatta e giuliva si è presentata dal capo dello Stato Napolitano con un perentorio «No problem “chepo”!», assicurando la compattezza e la fiducia perpetua della maggioranza stessa a Prodi.
Ovviamente Napolitano non ha potuto fare diversamente che rinviare il Governo alla fiducia delle Camere, visto e considerato anche che l’opposizione non ha avuto una linea unica, con la Lega che reclamava “Elezioni subito!” e gli altri partiti che invece si dimostravano più cauti. Ovviamente, il rinvio alle Camere e in special modo alla “trappola Senato” ha ufficialmente aperto il calciomercato del Governo: addirittura la sinistra radicale (Rifondazione, Comunisti e Verdi) si è detta pronta ad accogliere tra i voti a favore quelli di uomini dell’opposizione, quella stessa opposizione che ha sempre avversato e il cui “aiuto” era stato seccamente e con anche un po’ di spocchia rifiutato quando venne offerto a suo tempo all’indomani delle elezioni 2006. Da qui il teatrino della conta dei voti, nella speranza che qualche anima pia dell’opposizione faccia da stampella paracadute all’esecutivo; da qui l’accettazione del voto di Follini (con quale faccia si presenterà alle prossime elezioni tra qualche mese?), da qui la caccia al voto dei senatori a vita (nonostante Napolitano abbia espressamente chiesto una maggioranza autonoma e autosufficiente): addirittura si dice che la lunga attesa che avrebbe portato al voto di fiducia in Senato soltanto giovedì prossimo è causata dall’attesa della senatrice a vita Montalcini, attualmente all’estero (il voto poi ci sarà mercoledì sera per importanti motivi legislativi: bisogna approvare il decreto sulla violenza nel calcio). Fassino è stato visto fare la conta dei voti sulla tovaglia del ristorante della Camera, altri deputati a fare opera di elemosina e “accattonaggio” (parola del radicale Capezzone): si può essere governati da tali individui? Registriamo intanto che il senatore Pallaro (eletto nella circoscrizione del sud America) avrebbe deciso di non rinnovare la fiducia al Governo e allo stesso modo Cossiga, oltre a De Gregorio che resosi indipendente è una bandiera fluttuante. L’ultimo aggiornamento di ieri sera vedeva giusti giusti i 158 voti di parlamentari eletti necessari, e almeno 3 senatori a vita per raggiungere così i 161 voti di maggioranza assoluta. La maggioranza parlamentare dunque c’è/non c’è, ed è comunque talmente risicata che i prossimi passaggi sull’Afghanistan e sui Di.co. (che prima o poi dovranno pur approdare al parlamento, dopo la fretta con la quale è stato redatto il disegno di legge e l’altrettanta velocità con la quale è stato tacitato dopo che Prodi ha registrato l’impossibilità di farlo passare in breve tempo in Senato per il voto contrario dell’Udeur), oltreché sulla riforma delle pensioni, sulle grandi opere, sulla finanza italiana… Un Governo incapace di realizzare qualsiasi qualcosa, diviso su tutto, che ha prodotto appena qualche disegno legge soprattutto a danno del ceto medio italiano (senza per altro quella concertazione bandiera della loro campagna elettorale che ha costretto tutte le categorie del Paese a scendere per la prima volta interamente in piazza a protestare), ritenendo che le liberalizzazioni di cui aveva bisogno l’Italia fossero i lunedì dei barbieri, i giornali nei supermercati, lo schiaffo economicamente pesantissimo ai benzinai, e non quelle vere sulle banche, sulle assicurazioni, sui servizi locali, appena palliativamente toccati da provvedimenti di facciata che poco servono al cittadino e nulla scalfiscono al loro potere. Qualcosa di positivo c’è stato: l’eliminazione delle ricariche sulle schede telefoniche prepagate (richiesta per altro da lungo tempo avanzata dalle associazioni dei consumatori), quell’euro ogni cinque spesi che in effetti non può che far piacere, anche se mi fanno ridere quelle statistiche che dicono che con questa manovra le famiglie risparmieranno in media 85€ all’anno: ce le vedete voi milioni di famiglie che dicono di stentare a giungere a fine mese spendere mensilmente oltre 35€ di cellulare [(85*5)/12]? Ci piacerebbe soltanto sapere quando entrerà in vigore, visto che sto con 30 cent. da tre settimane (sembra a partire dal 5 marzo)!!!
L’accanimento terapeutico al quale si presta questa maggioranza è dunque avvilente: chissà se qualcuno dei suoi elettori si sente oggi non soltanto critico ma anche più lontano, e se qualcuno degli indecisi che ha messo la propria croce sul simboletto rosso della scheda si sente oggi veramente quel coglione di berlusconiana memoria… In attesa di conoscere gli esiti delle trattative, a noi cittadini non resta che aspettare.
Alla prox.




