C’era bisogno di un’altra prova? In Italia almeno 3-4 volte l’anno avvengono situazioni critiche che mettono a dura prova l’abitudine profondamente sedimentata del trascorrer quotidiano dei cittadini: puntualmente, affrontare l’emergenza mette a nudo ciò che siamo veramente. Ovvero un popolo fondamentalmente di scarica barile,spocchiosi e qualunquisti, per limitarci agli aggettivi più carini. Ma oltre a tutto questo, anche baciapile, perché il modo di trovare qualcosa da dire per compiacere qualcuno lo troviamo sempre, nella speranza di trovare gradimento verso chi ci dovrebbe aiutare.
Beh, la storia di quanto successo a Roma è esattamente questo: nonostante sia chiaro a tutti che il sindaco Alemanno ha le sue colpe, farne il capro espiatorio di un problema nazionale è vergognoso, indecente e appunto spocchioso e qualunquista. Al solito, le colpe non sono di nessuno, nessuno si vuole assumere le proprie responsabilità, che sono di tutti naturalmente: di chi non ha previsto la gravità di quanto sarebbe avvenuto; di chi di fronte alla gravità non è intervenuto in tempo ed in maniera adeguata; di chi doveva gestire e non ha gestito correttamente. Perché il sindaco è il primo responsabile della protezione civile di un comune, ma soprattutto a Roma non è né il factotum, non ha la palla di vetro e non si può pretendere che da solo gestisca taxi, ATAC, AMA, ANAS, ENEL, ACEA e tutto l’amba aradam comunale. Che sono aziende capitoline ma che hanno i loro dirigenti, di cui però nessuno parla. Sui giornali il problema è solo a Roma: guardassero cosa succede in Emilia-Romagna (con treni fermi 7-8 ore senza riscaldamento), cosa sta accadendo in Ciociaria, cosa avviene in alcune località del sud, se possibili abituate meno di Roma ad affrontare la neve. Ammesso e non concesso che si fossero subito attivati i soccorsi, la frittata era fatta: la nevicata a Roma è stata talmente fitta e repentina che le strade erano già bloccate a metà mattinata, e se lo sono per i normali cittadini tanto più lo saranno per i mezzi di soccorso, che mica possono volare. Che poi non ci sia stata adeguata assistenza nelle situazioni più critiche (tipo il GRA altezza Cassia), questo è un altro discorso, che è chiaramente in capo alla gestione comunale, che doveva intervenire in qualche modo verso quegli automobilisti fermi anche 10 ore senza avere la più pallida idea di cosa stesse accadendo realmente (e chi ha ascoltato RadioRadio per tutto il pomeriggio ha avuto piena contezza di ciò).
Comunque, che un blogger ideologizzato di sinistra chieda le dimissioni di Alemanno sta nel gioco delle parti. Ma quando scopri che ideologizzato, spocchioso e qualunquista è una persona che fino all’altro ieri consideravi di estremo interesse per le sue idee, beh la cosa diventa deprimente: sto parlando di daw-blog, autorevole voce dei blogger di centrodestra, ospite fisso di programmi come L’Ultima Parola, che da un po’ di tempo a questa parte si lascia andare ad una sequela di sciocchezze ideologiche di rara assurdità. Il suo post delirante contro Alemanno è pieno di idiozie raffazzonate qua e là e messe insieme alla menopeggio
Ora è chiaro a tutti: Alemanno è un incapace
Ebbene il buon daw ha imputato ad Alemanno il problema dei pendolari fermi a Cesano, che sono di competenza ATAC, degli automobilisti fermi sul GRA, che sono di competenza ANAS, salvo poi lamentarsi dandogli del ridicolo (incompetente e ridicolo dunque) perché ha ordinato che le macchine circolassero degli appositi mezzi di contrasto della neve, ovvero catene o pneumatici termici. Mezzi comuni che possono essere acquistati per poche centiaia di euro e che per esempio avrebbero impedito alle persone di rimanere bloccate sul GRA a causa del ghiaccio. Nulla, non una riga contro i dirigenti di queste società che pure hanno grosse responsabilità. Nulla contro il fatto che a Roma non nevicasse così dal 1985 e che essere colti alla sprovvista significa non far partire la macchina dell’emergenza in tempo adeguato. Perché convertire i mezzi dell’AMA a spazzaneve con apposite lame non è operazione semplice, montare le catene da neve sugli autobus (catene che coprono solo il 30% dei mezzi come tutti sanno) non è operazione semplice, e se l’ATAC non richiama gli autisti in tempo se questi rimangono impantanati nella neve ebbene dare la colpa al sindaco è spocchioso e qualunquista. A Roma città non saranno caduti più di 20cm di neve a farne tanta, ma stiamo parlando di una città che gli unici fiocchi visti da 26 anni erano quelli fallaci del 2010, durati qualche ora. Impossibile per una città come Roma tenere attivo un piano anti-neve modello Oslo, Mosca, Vancouver o semplicemente modello Milano o Torino. E le balle della sinistra sulla cancellazione di un fantomatico piano elaborato nel 1986 che invece era stato già rimodulato da Veltroni nel 2005 danno solo la misura di quanto detto sopra.
Ma a daw non importa tutto questo, la colpa è di Alemanno e non della Protezione Civile: lo invito pubblicamente a guardare il bollettino diramato dalla stessa P.C. che mostra chiaramente a Roma nella giornata del 3 febbraio la possibilità di “possibili deboli nevicate”, nell’ordine di qualche cm, senza alcuna certezza sul fatto che la neve potesse attaccare al suolo. Tanto è vero questo che la prefettura non ha ritenuto di dover chiudere gli uffici pubblici, cosa fatta solo venerdì alle 14:00 quando oramai la frittata era fatta, ovvero la città era tutta imbiancata. E poi le registrazioni fatte ascoltare a Porta a Porta, dove la P.C. ribadiva la semplice possibilità che deboli nevicate arrivassero al centro di Roma, senza certezza alcuna. Se le previsioni fossero state contrarie, ovvero solo Alemanno è il cretino che le ha mal interpretate, allora cosa dire di TUTTI i cittadini e lavoratori che sono usciti di casa senza la minima preoccupazione che potesse nevicare? Hanno tutti sottovalutato gli avvisi? O, come ogni persona normale, sapevano bene che il problema era sabato e non venerdì? Tanto è vero questo che Alemanno è stato preso in giro perché ha sospeso le lezioni di venerdì, definendo quell’atto un “eccesso di zelo”. Cosa sarebbe successo se non avesse preso quella decisione!!!
Non basta: se poi il sindaco Alemanno sceglie di verificare tutti gli edifici scolastici di Roma prima di determinarne la riapertura alle lezioni, ecco che daw torna a lamentarsi. Le strade sono pulite, perché esagerare a tenere ancora chiuse le scuole anche di martedì? Ma insomma, non gli va bene niente a ‘sto tizio… A guardare le macchine che girano con le catene da neve sull’asfalto asciutto viene da pensare che il primo problema sono i cittadini e poi il sindaco, oppure che forse tante zone di Roma (come le strade periferiche e secondarie di competenza dei municipi e non del comune) sono ancora ghiacciate anche in carreggiata.
Non ho mancato di fargli notare duramente queste sue fantasie destituite di ogni fondamento, che il buon daw ha prima fatto spallucce alle mie domande nonché obiezioni, e poi ha applicato una censura di stile nazifascista ai miei successivi post, che ben lungi dal contenere offese gravi, lo invitavano soltanto a farsi un esame di coscienza su quanto aveva scritto e a replicare nel merito delle argomentazioni da me espresse (e se mai gli passerà per la capa di farlo qui, io non sono adito a usare la censura fascista delle opinioni altrui, se espresse tranquillamente ancorché duramente). D’altronde, dall’alto della sua sapienza ed esperienza in termini di gestione della neve, ha benissimo potuto dare dell’incompetente ad Alemanno, ma dall’alto della sua spocchia non ha voluto sentire opinioni contrarie. Lui e certi suoi amichetti chiamati a dargli manforte sul blog: eh si perché se inizialmente tutti i commenti gli facevano notare come in fin dei conti non si potesse trattare Alemanno in quel modo, all’improvviso sono tutti diventati di tenore opposto, con gente schifata del fatto che qualcuno non abbia crocifisso il sindaco di Roma. E meno male che si è trattato di un po’ di neve (considerando quanto avviene altrove), ché altrimenti qualcuno avrebbe riacceso i forni di Auschwitz, e non certo per sciogliere il mantello bianco. “Nevica Alemanno ladro” era la ciliegina sulla torta che è mancata… Peccato, almeno ci saremmo fatti due risate…
EDIT 08/02/2012: a proposito del fax che il Comune ha spedito alle ditte appaltatrici nella tarda giornata del giovedì, nel quale si evince che il Comune si attendeva l’inizio delle prime nevicate già giovedì pomeriggio, a me sembra che non dica niente di diverso da quel che già si sapeva, al contrario di quanto pensano alcuni giornalisti, ivi compresi quelli del Corriere (Il fax di giovedì: neve e ghiaccio a Roma): le previsioni della P.C. sono chiare, possibilità di deboli nevicate, quindi il Comune si è messo allerta in tempo chiamando a fare altrettanto le sue ditte appaltatrici, che dovevano tenersi pronte in caso di emergenza. Ma ancora, tra “possibili deboli nevicate” e “intense e prolungate nevicate” c’è una bella differenza, tra mettersi in allerta e prepararsi per l’inevitabile pure. Per altro il fax parla genericamente di territorio di Roma, ovvero di un’area con l’estensione di Milano, Torino, Napoli, Genova, Venezia e altro ancora messe insieme, un’area dove può fare bufera a nord e sole al sud. Quindi caso mai la prova che il Comune si è messo in allerta in tempo, salvo con informazioni se non sbagliate quanto meno parziali. Detto questo per far capire come ancora una volta le responsabilità sono di tanti, sono di tutti, e non solo di Alemanno, e chi la pensa diversamente è uno spocchioso qualunquista, oltreché fascista (in alcuni casi).












