Finalmente Ciancimino jr ha cantato: Forza Italia è il partito della mafia

febbraio 8th, 2010 di Simone82 | Stampa questo Post |
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Ah era ora, non ne potevamo più… Mesi, mesi e mesi ad attendere e finalmente Ciancimino junior ha cantato: Forza Italia è un partito nato su richiesta della mafia, che voleva acquisire il controllo di una delle reti Mediaset di Silvio Berlusconi. Dopo averlo minacciato, il Cavaliere si sarebbe inchinato alle richieste mafiose, fondando Forza Italia. È quanto Ciancimino padre avrebbe detto al figlio una decina d’anni fa. Non potevano accontentarci di quanto baffino D’Avanzo ci aveva già raccontato su Repubblica a suo tempo, serviva una testimonianza diretta, di primo pelo: oggi 08/02/2010 finalmente è arrivata, stavamo in pensiero, stavamo sulle spine, non potevamo più aspettare la prova di quanto il mafioso Caimano (segue sequela d’insulti verso Berlusconi) fosse corrotto e colluso con Cosa Nostra.

E cosa importa se le cose sono andate diversamente, se la mafia siciliana non ha ottenuto nulla di quanto richiesto, se Berlusconi dopo aver fondato FI se n’è sbattuto le palle di quel pizzino-trattativa che avrebbe dovuto aiutare la mafia, s’è acceso una sigaretta con il pizzino che nel 2001 chiedeva una legge-indulto per Ciancimino padre. Il figlio ha cantato, del resto che c’importa? Conta qualcosa la verità? Giammai, in Italia contano solo i titoli di giornale, la lotta politica s’è sempre fatta lì… Casualmente, ed ovviamente, la prima parte del pizzino è sparita: fa niente, rimane la seconda, “abbasta chella”! Riusciremo finalmente ad abbattere Berlusconi? Le abbiamo provate tutte: le escort, le minorenni, le foto scandalo, ci siamo sporcati le mani con questa zozzeria, ci siamo fatti del male da soli, neanche con la mafia si riesce ad abbattere ’sto tizio. Grazie Ciancimino, grazie di averci liberato dal dittatore: chissà quale legge ad personam s’inventerà adesso, quello sporco pedofilo… D’altronde basta andarle a rivedere le trasmissioni di Mediaset prone alla mafia… Vabbè adesso non ricordo esattamente ma c’erano, “me l’ha detto mio padre”!

GRAZIE MASSIMO, SEI IL NOSTRO EROE!!!

Un pezzo di storia:
Il punto: calciomercato Juventus

agosto 4th, 2007 di Simone82 | Stampa questo Post |
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Se c’è una palma da assegnare per la vittoria nel calciomercato, molto probabilmente la società bianconera è in pole position per conquistarla. Troppo forte infatti è la tentazione, ma per certi versi anche il dovere, di tornare quanto prima ad alti livelli nel campionato italiano e assicurarsi subito un posto al sole tra le grandi d’Europa nella Champions League, magari anche passando attraverso i preliminari. L’anno di purgatorio della serie B, per i tristi e ben noti eventi di calciopoli, non sembra aver intaccato più di tanto lo spirito bianconero, che è ora pronto più che mai a ripartire per la nuova avventura. La società in tal senso non è stata da meno, cercando di lesinare il meno possibile in fatto di acquisti: la rosa è stata praticamente rivoluzionata, così come la filosofia degli acquisti, che in passato vedeva nella squadra base della Juventus il baluardo dell’italianità. Quest’anno invece, molti gli acquisti dall’estero che andranno a rinforzare la rosa titolare, cosicché almeno in partenza solo Buffon, Criscito (o Chiellini), Camoranesi e Del Piero sembrano gli Italiani sicuri del posto titolare.

Difesa e centrocampo sono stati rivoltati: dall’Ajax è arrivato Grygera e dal Deportivo Andrade, i due dovrebbero essere la nuova coppia centrale, così come Almiron dall’Empoli e Tiago dal Lione lo saranno per il reparto mediano, laddove invece Salihamidzic dal Bayern dovrebbe essere la prima alternativa a Camoranesi. In attesa di capire che fine farà il terzino sinistro Chiellini, che ha esternato la sua voglia di titolarità che ha fatto irritare non poco il neo-allenatore Ranieri (ma il d.s. Secco lo ha confermato nei piani della società), la Juve si tiene stretta il baby Criscito, giovane di ottime speranze reduce da un grande torneo di B con il Genoa, nella passata stagione. Fin qui le novità della formazione titolare (almeno sulla carta), ma abbastanza per mettere un punto interrogativo sulla partenza dei bianconeri, che almeno all’inizio potrebbero soffrire della mancanza di schemi collaudati che sono oramai il punto di forza delle altre grandi del campionato.
La lunga stagione italiana, favorita dall’assenza di coppe europee, ha comunque indotto la società ad allestire una panchina di ottimo livello: in attacco è arrivato Iaquinta dall’Udinese, per il centrocampo Olivera dalla Sampdoria, con Meira grande obiettivo difficile però da raggiungere (ancora Secco ha definito il mercato “chiuso”). Sono partiti Balzaretti e Kovac, ma in difesa è arrivato Molinaro dal Siena, e anche Blasi è in odore di cessione.
Dunque non si può certo dire che la società sia rimasta a guardare. Rimane per la verità qualche interrogativo: la disponibilità liquida sembra ridotta al minimo, e anche se manca molto alla fine del calciomercato e altre operazioni in uscita e in entrata potrebbero essere concluse, non sembrano esserci all’orizzonte altri acquisti. Anche la trattativa per Barzagli, difensore centrale del Palermo, è attualmente in fase di stallo prolungato. E proprio la difesa è attualmente il reparto più vulnerabile: i nomi di Birindelli, Chiellini, Molinaro e del ritrovato Boumsong (uscito molto positivamente dalla tournée inglese, ma che sembra destinato a lasciare Torino, come Marchionni, nome da tenere in forte considerazione che però ha subito la frattura incompleta del 5° osso metatarsiale) non sembrano sufficienti per un campionato così agguerrito come la prossima serie A. Meglio forse a centrocampo, dove le alternative sono tecnicamente migliori, così come in attacco, anche se Palladino e Zalayeta sembrano ancora doversi guadagnare la stima totale dell’allenatore: soprattutto quest’ultimo ha poche chanches di rimanere in bianconero, e per ora si allena a parte.

In conclusione: se da una parte il folto calciomercato garantisce ai bianconeri una formazione titolare di alto livello in grado di competere per un posto al sole della Champions, bisognerà capire quanto tempo ci metterà a trovare i giusti movimenti e l’olio nei meccanismi visti i cinque cambi sicuri. Inoltre, se è vero che non avrà impegni extra-settimanali di sorta, è pur vero che in questo campionato abbiamo nove squadre di grido ai box di partenza e altre 11 pronte a dare battaglia fino all’ultimo minuto del torneo. Infine, la panchina non sembra così lunga e di elevato livello come i titolari, e questo potrebbe costituire alla lunga un problema, soprattutto verso il finale di stagione dove tutti daranno il 100%, mentre i nazionali cominceranno a guardare con un occhio sempre più attento agli incombenti Europei di calcio: se si dovesse allestire gli 11 con i giocatori della panchina, la Juve pagherebbe dazio almeno contro 5-6 squadre. La tournée inglese con il blitz tedesco ha confermato queste difficoltà, mettendo in luce i due nodi cruciali: un difensore centrale di polso in grado di guidare i movimenti dell’intero reparto (soprattutto quando mancheranno i titolari) e un uomo che a centrocampo sappia cambiare il ritmo di gioco, visto che Tiago ed Almiron si assomigliano molto.

Insomma, sicura protagonista, la Juve mantiene ancora delle incognite che dovranno essere in parte chiarite in queste tre settimane pre campionato che rimangono, ma che potranno definitivamente essere sciolte soltanto alla partenza della stagione ufficiale. Anche per questo motivo, il fantacalcio è difficile da decifrare: non vi sono statistiche per l’anno passato, e la serie B è difficile che possa fare testo: sui tre esordienti poi è impossibile esprimere un giudizio, sebbene il loro nome parli da solo. Ovviamente, ci si aspetta la solita grande stagione di Buffon in porta e del capitano Del Piero in attacco (l’incognita è però l’età non più verde), uomini storici della squadra che possono garantire quel pizzico di punti in più che alla lunga può fare la differenza in classifica. Sugli altri nomi, costi permettendo, si dovrà tenere d’occhio Criscito, come detto terzino sinistro di ottime prospettive, e Almiron a centrocampo, giocatore in grado di fornire qualche sortita offensiva che potrebbe valere qualche gol e qualche assist, senza dimenticare il ceco Nedved, che però non sembra più essere il giocatore devastante di qualche stagione fa, e d’altronde l’età non depone più a suo favore (come nel caso di Del Piero). Per gli altri si tratta di scommettere oppure di aspettare qualche tempo per prenderli poi nel fantamercato una volta valutate appieno le loro potenzialità, soprattutto una volta sciolto il nodo, punto centrale di ogni squadra di questo livello, di quanto giocheranno i singoli interpreti e della loro considerazione presso Ranieri. D’altronde si sa, per vincere al fantacalcio ci vuole bravura, analisi, un pizzico di fortuna e una ottima palla di vetro!!!

Alla prox., quando scriveremo le poche righe possibili sul Milan…

Di Pietro: “se non mi avrebbero raccomandato facessi il contadino”

gennaio 23rd, 2010 di Simone82 | Stampa questo Post |
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La notizia è una bomba: il moralizzatore Di Pietro, quello che vorrebbe Berlusconi crocifisso a testa laterale, il paladino della giustizia italiana, colui che ripulirà l’italico costume dalle nefandezze del Cavaliere di Arcore, è lì dove lo vediamo oggi grazie ad una raccomandazione! A raccontare il retroscena è Elio Belcastro, parlamentare uscente dell’Mpa di Raffaele Lombardo: Totonno “Bond” Di Pietro non ottenne neanche il voto minimo per mettere la toga, così ricevette una spintina. Sia il giudice Carnevale che il giudice Filocamo che allora (1980) svolgeva il ruolo di segretario della commissione, hanno confermato la raccomandazione. L’allora vicecommissario Di Pietro fece un esame “indecoroso” (per usare un eufemismo), ma fu magicamente promosso nonostante la commissione fosse giustamente contraria. Qualcuno ha riscritto il compito e sicuramente i verbali, ma sono passati trent’anni si dice ergo è inutile andare a ravanare: quello che è certo è che un signore raccomandato, condannato in via definitiva per infedele patrocinio (detto in termini popolari, un losco traditore), sul quale pende una accusatio manifesta (poiché excusatio non petita) di collusione con i servizi segreti e la CIA, non può assurgere al ruolo di Savonarola d’Italia. Questo signore, ignorante e giudicato non in grado di svolgere il ruolo di PM, è il protagonista indiscusso di Mani Pulite, la tangentopoli che ha cambiato il destino del Bel Paese…

Così, ci piace immaginare che quelle “voci esterne” che indussero la commissione a cambiare giudizio su Di Pietro (da bocciatura a promozione con il voto minimo, già di per sé, insomma…), abbiano sottratto delle braccia all’agricoltura molisana: e poi si lamentano se ci sono troppi extracomunitari a raccoglier patate… :mrgreen:

di pietro contadino

Ora anche l’IPCC lo ammette: le previsioni sul clima sono errate

gennaio 21st, 2010 di Simone82 | Stampa questo Post |
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Cambioclimatisti catastrofisti di tutto il mondo unitevi. Un nuovo nemico si profila all’orizzonte: è l’IPCC! Ma come, non erano amici fraterni fino all’altro ieri? Le cose potrebbero cambiare molto presto: a seguito delle proteste ufficiali del governo dell’India e alla scoperta delle email “segrete” del CRU che hanno messo seriamente in discussione la validità delle conclusioni contenute nei rapporti dell’IPCC, ora anche l’organismo dell’ONU ammette le sue colpe, fa retromarcia, ritratta. Per l’Himalaya niente scioglimento dei ghiacciai entro il 2035, anzi di più, uno studio scientifico certifica il buio totale su quali dovrebbero essere le reali contromisure da prendere per affrontare il problema dell’impatto antropico dell’uomo sul clima. Avete capito bene, dopo la conferenza denominata COP15, ora i parrucconi della scienza del clima ci fanno sapere che forse non è proprio vero che sappiamo come risolvere il problema, dal momento che non sappiamo neanche cosa generi questo problema. A certificarlo come detto è uno studio che verrà prossimamente pubblicato sul Journal Of Climate, rinomata rivista scientifica del settore, da sempre attenta a supportare la tesi dell’AGW. Dunque: da una parte l’IPCC che annuncia la revisione delle sue stime, dall’altra uno studio scientifico che mette nero su bianco ciò che i tanti disprezzati scettici ripetono da anni ed anni. Si legga l’art. di Paolo Virtuani sul Corriere della Sera per tutte le delucidazioni sul caso:

Clima, Onu ammette: «Himalaya, i ghiacci non si scioglieranno nel 2035»

MILANO – Scusate, ci siamo sbagliati: faremo meglio i conti. L’Ipcc (Gruppo intergovernativo dell’Onu sul cambiamento climatico), premio Nobel per la pace nel 2007, ha presentato le proprie scuse all’India, il cui governo aveva vivamente protestato per una previsione catastrofica. Nel 2007 l’Ipcc aveva infatti previsto che, se la tendenza al riscaldamento climatico resta quella attuale, i ghiacciai dell’Himalaya si scioglieranno entro il 2035, e forse anche prima. Sconvolgendo le vite di circa 2 miliardi di persone che vivono con l’acqua che scende dalla catena montuosa più alta del mondo.

GHIACCI – Jairam Ramesh, ministro indiano dell’Ambiente, aveva detto al quotidiano The Times of India che lo studio dell’Ipcc «mancava di dati scientifici» e ora lo ammette lo stesso organismo delle Nazioni Unite. Chris Field, direttore del gruppo di studio responsabile del rapporto criticato, ha riconosciuto l’errore e ha detto che a breve l’Ipcc renderà pubblico un nuovo studio con date diverse. Che i ghiacciai himalayani stiano perdendo massa – come quelli di quasi tutto il mondo – è un dato di fatto ma, dato il loro spessore, è impossibile che alle temperature attuali possano sciogliersi del tutto entro il 2035. Yao Tandong, un glaciologo specializzato nell’altopiano del Tibet, in una recente conferenza internazionale ha indicato che al passo attuale i ghiacciai himalayani si scioglieranno per il 30% entro il 2030, per il 40% entro il 2050 e per il 70% entro la fine del secolo. Questo è il secondo controverso episodio che vede coinvolto l’Ipcc negli ultimi mesi dopo la diffusione di email, forse per l’intrusione di hacker russi, di ricercatori dell’università inglese di East Anglia in cui si ammetteva che alcuni dati erano stati «potenziati» per evidenziare meglio il riscaldamento globale.

MENO CALDO DEL PREVISTO – Ma non è l’unico dubbio sulle stime e sull’andamento futuro del riscaldamento globale – che nessun scienziato autorevole in materia mette più in discussione. In uno studio che sarà prossimamente pubblicato dal Journal of Climate, rivista dell’American Meteorological Society, si evidenzia che, in base ai modelli attuali, dall’inizio dell’era industriale a oggi l’immissione nell’atmosfera di anidride carbonica avrebbe dovuto provocare un aumento della temperatura ben più alto di quello effettivamente registrato. Rispetto alla quantità di CO2 emessa, la temperatura sarebbe dovuta aumentare di 3,8 gradi Fahrenheit (2,11 gradi Celsius), invece è aumentata di 1,4 gradi Fahrenheit (0,78 °C). Secondo gli autori dello studio, guidati da Stephen Schwartz del Brookhaven National Laboratory, ciò è dipeso dall’interazione di due fattori:

1 – la Terra è meno sensibile all’aumento dei gas serra di quanto ipotizzato
2 – la riflessione dei raggi solari dovuta al pulviscolo atmosferico sta facendo diminuire il riscaldamento.
Una terza possibilità è l’inerzia maggiore del previsto del riscaldamento dovuto ai gas serra, anche se gli ultimi studi hanno fatto calare il ruolo di questo ultimo fattore.

La domanda che emerge da questo studio è la seguente: quanta anidride carbonica e altri gas serra possono essere ancora immessi nell’atmosfera prima che gli effetti diventino catastrofici? Se la stima del fattore 1 si trova al punto più basso delle previsioni dell’Ipcc, per non superare i 2 gradi centigradi considerati come limite massimo accettabile del riscaldamento planetario restano altri 35 anni di emissioni attuali di combustibili fossili nell’atmosfera. Ma se il fattore 1 si trova al punto massimo della curva, la concentrazione attuale di gas serra è GIÀ a livelli tali che si supereranno i 2 gradi di riscaldamento. Gli autori indicano che l’influenza del fattore 2 oggi è molto difficile da stimare con buona attendibilità. Schawartz ammette che formulare politiche energetico-ambientali con il livello attuale (incerto) di conoscenze è come navigare in acque pericolose senza bussola. «Sappiamo che dobbiare cambiare rotta alla nave e sappiamo dove andare, ma non sappiamo di quanti gradi dev’essere la virata e soprattutto quando dobbiamo girare il timone».

Camorra, 81 arresti tra esponenti di un potente clan camorristico

gennaio 21st, 2010 di Simone82 | Stampa questo Post |
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Quasi ogni giorno, nonostante la vulgata imperante del “governo amico dei mafiosi”, vengono compiuti decine di arresti e sequestri nei confronti di esponenti della mafia: quasi servirebbe un blog per tenere traccia costante del lavoro d’indagine che lo Stato in tutte le sue componenti sta compiendo per vincere la guerra contro la criminalità organizzata. Tuttavia, l’operazione odierna per dimensione ed importanza può e deve avere una nota particolare nelle nostre pagine. Il giorno in cui si passerà, tagliando via l’inutile burocrazia, dal sequestro di denaro e beni mobili al loro uso immediato da parte di magistratura e forze dell’ordine (strada che si sta già percorrendo), la lotta sarà ancora più facile. Qui la fonte.

La Guardia di Finanza e i carabinieri del Ros hanno eseguito oggi 81 ordinanze di custodia cautelare (su un totale di 86) e decine di perquisizioni nei confronti di esponenti di un “potente clan camorristico” dell’area vesuviana, dedito tra l’altro al traffico internazionale di stupefacenti e alle estorsioni.

E’ quanto hanno riferito in una nota la Guardia di Finanza e la Procura di Napoli precisando che è stato disposto anche il sequestro di beni immobili e disponibilità bancarie per un valore di 65 milioni di euro.

I reati contestati agli arrestati, a vario titolo, sono associazione camorristica finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio e reimpiego di denaro sporco, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, corruzione di pubblici ufficiali e favoreggiamento personale.

Degli 86 provvedimenti ne sono stati eseguiti 81 di cui 70 dalle Fiamme gialle, nove dal Ros e due indagati sono stati raggiunti dal provvedimento mentre si trovavano in carcere in Spagna. Tra gli arrestati due sono finiti ai domiciliari.

Nell’ambito di un convegno di Confcommercio su criminalità e competitività a Napoli, oggi il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha detto che “in un colpo solo è stata sgominata un’altra banda, quella dei Gallo-Limelli-Vangone, un’operazione partita da qui ma che ha interessato contemporaneamente altre 10 Regioni“.

“Sono numeri che fanno male a queste persone…”, ha aggiunto Maroni, sottolineando che “intervenire in modo qualitativo e mirato a seconda dei territori è la strada da percorrere”.

“Non basta mettere in galera e sequestrare, dobbiamo impedire la riorganizzazione sul territorio della criminalità. Per questo occorre investire in sviluppo in un momento di crisi a sostegno dell’economia sana”.

COCAINA DALLA SPAGNA

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno fatto luce sul clan Gallo-Limelli-Vangone — attivo nell’area vesuviana, tra Torre Annunziata, Boscoreale e Boscotrecase (tutti in provincia di Napoli) — ritenuto dagli inquirenti “una delle principali holding al livello europeo per l’introduzione nella penisola italiana di cocaina”, come si legge in una nota della Procura partenopea.

Grazie al lavoro degli inquirenti è stato possibile ricostruire i canali utilizzati dall’organizzazione per riciclare i proventi illeciti, accertando la corruzione di due impiegati del tribunale di Torre Annunziata oltre che di uno psichiatra, direttore dell’ospedale giudiziario di Aversa (Caserta). I tre, secondo l’accusa, si adoperavano per favorire la posizione processuale del capo clan.

Secondo gli inquirenti sono riconducili a questa organizzazione estorsioni ai danni di imprenditori, a cui venivano fatte diverse imposizioni: dal pagamento di somme di denaro, all’assunzione di manodopera, all’acquisto di prodotti alimentari commercializzati da ditte nella diretta disponibilità dei vertici dell’organizzazione che fa capo attualmente a Giuseppe Gallo, uno degli arrestati.

Stando ai calcoli effettuati, il clan importava 150 chili di cocaina al mese dalla penisola iberica all’Italia.

Il riciclaggio di denaro avveniva grazie a un intermediatore finanziario di Salerno e venivano investiti in sofisticati prodotti finanziari.

Nell’operazione sono stati sequestrati 210 immobili, 160 autoveicoli e 550 rapporti bancari.

Il razzismo della sinistra: faticare è roba da negri

gennaio 9th, 2010 di Simone82 | Stampa questo Post |
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Questo è un post che mi arrovella le budella: quante volte avete sentito dire che l’Italia ha bisogno di immigrati perché i maschietti e le femminucce di italico sangue non vogliono fare certi lavori? Lo si sente dire anche da gente di destra, ci mancherebbe, anche da tanti cristianucci e cristianelli che sbandierano il vangelo contro il vile respingimento di migranti che vengono in Italia con i loro viaggi della speranza. Cogliere le patate, arare i campi, coltivare i mandarini, spazzare le case, accudire gli anziani: tutta roba faticosa, bisogna piegarsi, spaccarsi la schiena, magari alzarsi alle 04:00 di mattina. Non sia mai che avvenga una cosa del genere per i profumati figli del Bel Paese, meglio aprire le frontiere, quella è roba da negri. Loro si, brutti, sporchi e puzzolenti, possono fare quel lavoro per €30 al giorno. Ed i nostri figliuoli? Ma ovviamente in piazza, a protestare contro il governo per la disoccupazione dilagante: li vedi lì al bar, con le sigarette in mano, l’ipod alle orecchie, vestiti firmati e quant’altro, in attesa che lo Stato si adoperi per loro a trovargli un buono stipedio. Ma che sia buono, perché se è troppo basso, se il lavoro è troppo flessibile, se sono troppo precario, via giù con le bastonate e le statuette in faccia a qualcuno. E dove non c’è lo Stato, beh alla bene-meglio c’è sempre qualche mafioso che può darti una mano. Per cui ci si chiede come mai a Rosarno centinaia e centinaia di immigrati lavorassero nei campi senza che nessuno (sindaci, magistrati, vigili, forze di polizia, cittadini, etc.) se ne accorgesse e denunciasse la cosa. Denunciare? Ma sei pazzo? Ma quella è povera gente, lasciala lavorare in pace, altrimenti chi coglie le mele e le arance che compro ogni mattina dal fruttivendolo? E poi c’è la mafia, non vorrai mica metterti contro la mafia! Signora mia sapesse che pena vedere quel mio figliolo che non trova lavoro e viene a prendersi la frutta a casa mia perché non ha i soldi per comprarla! Tutti i giorni a protestare in piazza contro il governo e contro la mafia per la legalità nel Paese: e pensi che Berlusconi non vuole farsi processare! Che vergogna, che vergogna signora mia…

Addirittura neanche più ai bar o nei supermercati o nei ristoranti vogliono lavorare, spazzare le strade poi meno che mai: troppo faticoso pure quello, meglio una bella webcam e spogliarsi un paio d’ore la sera dietro lauto pagamento di qualche pipparolo da strapazzo (la cosa è documentata e in ambito universitario sta dilagando in tutto il mondo). Mandiamo i filippini a pulire i vecchi, mandiamo i senegalesi a vendere nelle bancarelle, i negri nei campi, i rumeni ai benzinai, e così via seguitando.

E noi? Noi scendiamo in piazza con il pugno alzato e le bandiere comuniste a gridare che la Lega è razzista… Noi ci si aspetta un bel posto fisso in qualche ufficio, al caldo d’inverno ed al fresco d’estate, e fuck you a Brunetta se mi rompe i maroni perché passo più tempo a chattare al pc che a fare il mio dovere, se timbro cartellini falsi, se vado a fare la spesa mentre sono in malattia: giammai il sindacato permetterà che lo stipendio venga realmente guadagnato fino all’ultimo euro. Grazie Epifani, grazie Ferrero, il ministro dei clandestini: l’ultimo baluardo contro il razzismo della Lega.

Ricetta contro la disoccupazione: tu disoccupato non vuoi lavorare nei campi? Ti bastono finché non ti convinci del contrario: lavoro legale e zero clandestini (perché la mafia non dovrebbe più pagare qualche trafficante d’uomini). Ah quante cose si potrebbero fare con la legge Verducci: “chi ha il pane non ha i denti”.

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