Con la neve gli italiani diventano al solito spocchiosi e qualunquisti. E daw-blog ora applica anche la censura

febbraio 7th, 2012 by Simone82 | Stampa questo Post |
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roma neve 2012 polemiche alemannoC’era bisogno di un’altra prova? In Italia almeno 3-4 volte l’anno avvengono situazioni critiche che mettono a dura prova l’abitudine profondamente sedimentata del trascorrer quotidiano dei cittadini: puntualmente, affrontare l’emergenza mette a nudo ciò che siamo veramente. Ovvero un popolo fondamentalmente di scarica barile,spocchiosi e qualunquisti, per limitarci agli aggettivi più carini. Ma oltre a tutto questo, anche baciapile, perché il modo di trovare qualcosa da dire per compiacere qualcuno lo troviamo sempre, nella speranza di trovare gradimento verso chi ci dovrebbe aiutare.

Beh, la storia di quanto successo a Roma è esattamente questo: nonostante sia chiaro a tutti che il sindaco Alemanno ha le sue colpe, farne il capro espiatorio di un problema nazionale è vergognoso, indecente e appunto spocchioso e qualunquista. Al solito, le colpe non sono di nessuno, nessuno si vuole assumere le proprie responsabilità, che sono di tutti naturalmente: di chi non ha previsto la gravità di quanto sarebbe avvenuto; di chi di fronte alla gravità non è intervenuto in tempo ed in maniera adeguata; di chi doveva gestire e non ha gestito correttamente. Perché il sindaco è il primo responsabile della protezione civile di un comune, ma soprattutto a Roma non è né il factotum, non ha la palla di vetro e non si può pretendere che da solo gestisca taxi, ATAC, AMA, ANAS, ENEL, ACEA e tutto l’amba aradam comunale. Che sono aziende capitoline ma che hanno i loro dirigenti, di cui però nessuno parla. Sui giornali il problema è solo a Roma: guardassero cosa succede in Emilia-Romagna (con treni fermi 7-8 ore senza riscaldamento), cosa sta accadendo in Ciociaria, cosa avviene in alcune località del sud, se possibili abituate meno di Roma ad affrontare la neve. Ammesso e non concesso che si fossero subito attivati i soccorsi, la frittata era fatta: la nevicata a Roma è stata talmente fitta e repentina che le strade erano già bloccate a metà mattinata, e se lo sono per i normali cittadini tanto più lo saranno per i mezzi di soccorso, che mica possono volare. Che poi non ci sia stata adeguata assistenza nelle situazioni più critiche (tipo il GRA altezza Cassia), questo è un altro discorso, che è chiaramente in capo alla gestione comunale, che doveva intervenire in qualche modo verso quegli automobilisti fermi anche 10 ore senza avere la più pallida idea di cosa stesse accadendo realmente (e chi ha ascoltato RadioRadio per tutto il pomeriggio ha avuto piena contezza di ciò).

Comunque, che un blogger ideologizzato di sinistra chieda le dimissioni di Alemanno sta nel gioco delle parti. Ma quando scopri che ideologizzato, spocchioso e qualunquista è una persona che fino all’altro ieri consideravi di estremo interesse per le sue idee, beh la cosa diventa deprimente: sto parlando di daw-blog, autorevole voce dei blogger di centrodestra, ospite fisso di programmi come L’Ultima Parola, che da un po’ di tempo a questa parte si lascia andare ad una sequela di sciocchezze ideologiche di rara assurdità. Il suo post delirante contro Alemanno è pieno di idiozie raffazzonate qua e là e messe insieme alla menopeggio

Ora è chiaro a tutti: Alemanno è un incapace

Ebbene il buon daw ha imputato ad Alemanno il problema dei pendolari fermi a Cesano, che sono di competenza ATAC, degli automobilisti fermi sul GRA, che sono di competenza ANAS, salvo poi lamentarsi dandogli del ridicolo (incompetente e ridicolo dunque) perché ha ordinato che le macchine circolassero degli appositi mezzi di contrasto della neve, ovvero catene o pneumatici termici. Mezzi comuni che possono essere acquistati per poche centiaia di euro e che per esempio avrebbero impedito alle persone di rimanere bloccate sul GRA a causa del ghiaccio. Nulla, non una riga contro i dirigenti di queste società che pure hanno grosse responsabilità. Nulla contro il fatto che a Roma non nevicasse così dal 1985 e che essere colti alla sprovvista significa non far partire la macchina dell’emergenza in tempo adeguato. Perché convertire i mezzi dell’AMA a spazzaneve con apposite lame non è operazione semplice, montare le catene da neve sugli autobus (catene che coprono solo il 30% dei mezzi come tutti sanno) non è operazione semplice, e se l’ATAC non richiama gli autisti in tempo se questi rimangono impantanati nella neve ebbene dare la colpa al sindaco è spocchioso e qualunquista. A Roma città non saranno caduti più di 20cm di neve a farne tanta, ma stiamo parlando di una città che gli unici fiocchi visti da 26 anni erano quelli fallaci del 2010, durati qualche ora. Impossibile per una città come Roma tenere attivo un piano anti-neve modello Oslo, Mosca, Vancouver o semplicemente modello Milano o Torino. E le balle della sinistra sulla cancellazione di un fantomatico piano elaborato nel 1986 che invece era stato già rimodulato da Veltroni nel 2005 danno solo la misura di quanto detto sopra.

Ma a daw non importa tutto questo, la colpa è di Alemanno e non della Protezione Civile: lo invito pubblicamente a guardare il bollettino diramato dalla stessa P.C. che mostra chiaramente a Roma nella giornata del 3 febbraio la possibilità di “possibili deboli nevicate”, nell’ordine di qualche cm, senza alcuna certezza sul fatto che la neve potesse attaccare al suolo. Tanto è vero questo che la prefettura non ha ritenuto di dover chiudere gli uffici pubblici, cosa fatta solo venerdì alle 14:00 quando oramai la frittata era fatta, ovvero la città era tutta imbiancata. E poi le registrazioni fatte ascoltare a Porta a Porta, dove la P.C. ribadiva la semplice possibilità che deboli nevicate arrivassero al centro di Roma, senza certezza alcuna. Se le previsioni fossero state contrarie, ovvero solo Alemanno è il cretino che le ha mal interpretate, allora cosa dire di TUTTI i cittadini e lavoratori che sono usciti di casa senza la minima preoccupazione che potesse nevicare? Hanno tutti sottovalutato gli avvisi? O, come ogni persona normale, sapevano bene che il problema era sabato e non venerdì? Tanto è vero questo che Alemanno è stato preso in giro perché ha sospeso le lezioni di venerdì, definendo quell’atto un “eccesso di zelo”. Cosa sarebbe successo se non avesse preso quella decisione!!!

Non basta: se poi il sindaco Alemanno sceglie di verificare tutti gli edifici scolastici di Roma prima di determinarne la riapertura alle lezioni, ecco che daw torna a lamentarsi. Le strade sono pulite, perché esagerare a tenere ancora chiuse le scuole anche di martedì? Ma insomma, non gli va bene niente a ‘sto tizio… A guardare le macchine che girano con le catene da neve sull’asfalto asciutto viene da pensare che il primo problema sono i cittadini e poi il sindaco, oppure che forse tante zone di Roma (come le strade periferiche e secondarie di competenza dei municipi e non del comune) sono ancora ghiacciate anche in carreggiata.

Non ho mancato di fargli notare duramente queste sue fantasie destituite di ogni fondamento, che il buon daw ha prima fatto spallucce alle mie domande nonché obiezioni, e poi ha applicato una censura di stile nazifascista ai miei successivi post, che ben lungi dal contenere offese gravi, lo invitavano soltanto a farsi un esame di coscienza su quanto aveva scritto e a replicare nel merito delle argomentazioni da me espresse (e se mai gli passerà per la capa di farlo qui, io non sono adito a usare la censura fascista delle opinioni altrui, se espresse tranquillamente ancorché duramente). D’altronde, dall’alto della sua sapienza ed esperienza in termini di gestione della neve, ha benissimo potuto dare dell’incompetente ad Alemanno, ma dall’alto della sua spocchia non ha voluto sentire opinioni contrarie. Lui e certi suoi amichetti chiamati a dargli manforte sul blog: eh si perché se inizialmente tutti i commenti gli facevano notare come in fin dei conti non si potesse trattare Alemanno in quel modo, all’improvviso sono tutti diventati di tenore opposto, con gente schifata del fatto che qualcuno non abbia crocifisso il sindaco di Roma. E meno male che si è trattato di un po’ di neve (considerando quanto avviene altrove), ché altrimenti qualcuno avrebbe riacceso i forni di Auschwitz, e non certo per sciogliere il mantello bianco. “Nevica Alemanno ladro” era la ciliegina sulla torta che è mancata… Peccato, almeno ci saremmo fatti due risate…

EDIT 08/02/2012: a proposito del fax che il Comune ha spedito alle ditte appaltatrici nella tarda giornata del giovedì, nel quale si evince che il Comune si attendeva l’inizio delle prime nevicate già giovedì pomeriggio, a me sembra che non dica niente di diverso da quel che già si sapeva, al contrario di quanto pensano alcuni giornalisti, ivi compresi quelli del Corriere (Il fax di giovedì: neve e ghiaccio a Roma): le previsioni della P.C. sono chiare, possibilità di deboli nevicate, quindi il Comune si è messo allerta in tempo chiamando a fare altrettanto le sue ditte appaltatrici, che dovevano tenersi pronte in caso di emergenza. Ma ancora, tra “possibili deboli nevicate” e “intense e prolungate nevicate” c’è una bella differenza, tra mettersi in allerta e prepararsi per l’inevitabile pure. Per altro il fax parla genericamente di territorio di Roma, ovvero di un’area con l’estensione di Milano, Torino, Napoli, Genova, Venezia e altro ancora messe insieme, un’area dove può fare bufera a nord e sole al sud. Quindi caso mai la prova che il Comune si è messo in allerta in tempo, salvo con informazioni se non sbagliate quanto meno parziali. Detto questo per far capire come ancora una volta le responsabilità sono di tanti, sono di tutti, e non solo di Alemanno, e chi la pensa diversamente è uno spocchioso qualunquista, oltreché fascista (in alcuni casi).

Un pezzo di storia:
Grazie Ibra, benvenuto Eto’o

luglio 27th, 2009 by Simone82 | Stampa questo Post |
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Si è dunque finalmente conclusa la trattativa per lo scambio tra Inter e Barcellona di Zlatan Ibrahimovic e Samuel Eto’o. Che dire, per l’Inter un affare da 100 milioni tutto insieme considerato: dunque nulla di perso ma tutto di guadagnato. Ibra è stato il re indiscusso di San Siro per 3 stagioni, ha arricchiato la bacheca dell’Inter di diversi scudetti e non solo, ha scritto indelebilmente il suo nome tra i grandi della storia del calcio che hanno vestito il nerazzurro milanese: per tutto questo, per le emozioni calcistiche che ci ha regalato (i colpi di tacco contro Bologna e Lazio rimarranno nella nostra memoria nei secoli a venire), solo una parola, GRAZIE.

ibra

D’altronde lo sapevamo: il rapporto era oramai logoro, la vittoria del Barcellona in Champions League è stata la classica goccia; Ibra voleva andarsene, lo ha detto e fatto capire chiaramente con i suoi atteggiamenti, evidentemente ritenendo con certezza di non poter raggiungere il Pallone d’Oro indossando la maglia dell’Inter. Inutile costringerlo a rimanere ancora un anno con il rischio di doverlo poi svendere l’estate prossima. Per un campione che va, un altro che viene, come il camerunense Eto’o, uno degli attaccanti più prolifici delle ultime stagioni: con lui cambia profondamente il volto della squadra, non più impostata per ruotare attorno al faro ma pensata finalmente come un gruppo. Con Hleb e i 45 milioni di euro ora non resta che prendere un fantasista vero, un giocatore in grado di fare e di far fare la differenza palla al piede, un giocatore che s’intitola fantantonio… Prima però la necessità di liberarsi di qualche zavorra di troppo, di qualche giocatore che non si è dimostrato all’altezza del blasone societario e che dunque non rientra nei piani di Mourinho (ad es. Rivas ed Obinna su tutti, ma anche Vieira e Burdisso).

La strada però è quella giusta, la vittoria 2-0 per primo derby di stagione (per quanto estivo, per quanto amichevole, per quanto di luglio, sempre 2-0 al Milan è!) non può che far piacere, la rosa a mio avviso è ora più forte, più squadra, più quadrata di quanto non fosse nelle ultime stagioni: in una sola parola, forse veramente pronta ad affrontare degnamente un impegno chiamato Champions League. Ancora un paio di mesi e poi sapremo…

Cari destroidi atei ed antiberlusconiani, è giunta anche per voi l’ora di farvi curare da uno bravo assai

dicembre 30th, 2011 by Simone82 | Stampa questo Post |
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Anche il centrodestra, così come il centrosinistra, è popolato da loschi figuri ossessionati compulsivamente da qualcuno. La loro mania ha oramai raggiunto lo stato di grave malattia (mentale aggiungo, poiché di questo si tratta), dalla quale sarebbe ora si comincino a far curare seriamente.

Questi figuri hanno avuto una virata tanto secca quanto netta: da difensori della privacy di Berlusconi ad indagatori, mistificatori e raccoglitori di spazzatura contro lo stesso; da uomini garantisti a giustizialisti senza pietà, pronti a rilanciare qualsiasi minchiata venga sparata contro Silvio o (negli ultimi tempi), contro la Chiesa. Il pensiero di codeste persone ha toccato l’apice del pensiero di sinistra, o almeno di certo pensiero di sinistra: i problemi dell’Italia sono colpa di Berlusconi e della Chiesa, eliminati i quali il Bel Paese tornerà ad essere il giardino dell’Eden che è stato prima del loro avvento.

Alcune di queste persone volevano così tanto riformare il centrodestra da scendere in piazza a bandiere spiegate per sostenere il Fini pensiero, colui che per primo dall’oggi al domani ha deciso di mettere una macina al collo del Cavaliere e di gettarlo in mare, tentando al contempo di sfruttarne la notorietà che li aveva portati al potere. Dopo due anni di quella pagliacciata che chiamasi FLI, l’unica cosa che ha raccolto Fini è l’eclissarsi alla destra di Casini, il tornare a non contare più una fava ed al distendersi prono su un governo che mette più tasse di quanto non ne avesse già messe Berlusconi, che però loro hanno scorticato vivo perché non pensava alla crescita.

Lor signori, atei nell’anima, drogati di ossessionismo, non fanno altro che imputare a Berlusconi l’attuale status dell’Italia: in fin dei conti, scrivono codesti figuri, perché lamentarsi dei 18 miliardi di tasse di Monti se Silvio ne aveva messe oltre 100? La differenza è abbastanza sostanziale: che Berlusconi metteva tasse ma il Paese cresceva (seppure poco) e la gente consumava (seppure poco), Monti mette tasse ma il Paese entra in recessione e la gente ha paura perfino di comprarsi un pezzo di pizza. Mi pare una differenza netta, lampante.

Lor signori, atei nell’anima, sono devoti soltanto alla parrocchia del liberismo mercatista di stampo totalitario: per queste persone l’unica cosa che conta è la crescita economica, e guai per loro se qualcuno a destra ha il coraggio di parlare di società, che subito viene tacciato di socialismo, manco poi fosse (il socialismo sussidiario della dottrina della Chiesa) il male dei mali del mondo. Non lo capiscono questi figuri che è stato proprio il libero mercato a sprofondare il mondo e l’Occidente nella più grave crisi dell’epoca moderna, dalla quale non si riesce ad uscire dopo oltre 3 anni e mezzo. Hanno inneggiato al governo Monti come fosse il salvatore della Patria, senza rendersi conto che in questo Paese Berlusconi non ha mai contato una emerita ceppa, se non nelle menti contorte di un centrosinistra arrovellato dalla mancanza di potere. Salito al governo, Monti ha scoperto che il nostro Stato è controllato da una serie di lobby intoccabili, da qui la rivalutazione di chi, su Twitter, ha scritto che di fronte a Monti perfino Berlusconi appare l’uomo dei miracoli, per quel poco che ha fatto. Eppure loro non vogliono capirlo, per cui ciò che non fa Monti continua ad essere colpa di Berlusconi. Loro che volevano un governo tecnico a tutti i costi hanno dato dimostrazione, per la milionesima volta negli ultimi due anni, di non aver capito una virgola smunta di come funziona il nostro Paese, ossessionati come sono dal Caimano e dal Vaticano, che nei labirinti della loro oscura mentalità equivale alla CIA, al KGB, alla Spectre, al Mossad tutti messi insieme ed elevati ad ennesima potenza.

Ebbene, signori di centrodestra, devoti atei del mercatismo assolutista, malati compulsivi di ossessionismo talebano: è giunto anche per voi il momento di farvi curare da uno bravo assai, perché con voi, il centrodestra, a patto che esista ancora, non può che diventare l’escremento che affoga un Paese.

Chiesa e ICI: il video dei Radicali è un clamoroso falso. Ecco le ricevute, PAGATE!

dicembre 15th, 2011 by Simone82 | Stampa questo Post |
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Dunque, come ben lor signori sanno, ha fatto il giro del mondo intero il video prodotto dai Radicali sull’evasione dell’ICI da parte di attività commerciali afferenti la Chiesa. Gruppi su Facebook indignati, anticlericali da strapazzo che hanno riempito il web di backlink, tutta la tonnara tirannicida contro il Vaticano, senza esclusione di colpi. Eppure come già capitato in passato (ad es. all’Espresso), tutte le prove addotte da lor signori si sono rivelate un clamoroso falso.
E a dirlo non è un pretaccio qualunque, un fondamentalista cattoclericale da strapazzo, a dirlo è la stessa Agenzia delle Entratetramite le Poste Italiane quando ha rilasciato la ricevuta che vedete in immagine (si legge perfetamente “pagato”):
chiesa e ici, il video dei radicali è un falso, ecco le ricevute pagate
Questi Radicali liberi insomma ancora una volta si rivelano per quelli che sono: dei fondamentalisti talebani ideologizzati fino al midollo, che non mostrano né remore né vergogna ad imbracciare le armi per la loro guerra santa. Invece di scovare gli abusi veri, si costruiscono le prove per creare scandalo. Ma le bugie hanno le gambe corte… Purtroppo il sasso dal cavalcavia è stato lanciato e gli emulatori sono sguinzagliati ad ogni angolo d’Italia: molti di loro mai sapranno di essere dei trinariciuti caduti nel tranello del pregiudizio e dell’odio ideologico, ma tant’è. Qualcuno chiederà scusa, qualcuno correggerà l’errore, chi in questi giorni ha fatto titoli a nove colonne pubblicherà una smentita?
L’articolo completo di U. Folena che descrive il debunking di questa ennesima pagliacciata lo trovate qui:
Video bufala, ecco la ricevuta dell’Ici

Se la ragione diventa superiore alla vita umana

dicembre 10th, 2011 by Simone82 | Stampa questo Post |
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aborto

Al fin si è concluso con l’aborto il caso della sedicenne rimasta incinta a Trento di un ragazzo albanese. In questi casi però, parlare di assassinio è più che lecito: la ragazza infatti era determinata a portare avanti la gravidanza, ma i genitori erano talmente contrari da chiedere l’intervento del Tribunale dei Minori locale affinché costringesse la giovane ad interrompere il suo iter. A nulla sono valse le volontà della fanciulla (dove sono le femministe del “corpo è mio e ne decido io?”) di fronte all’imposizione genitoriale il cui unico ragionamento era il seguente: “Quel ragazzo non potrà garantire nessun futuro a tuo figlio”. Questa l’opinione dei genitori, che di fronte alla decisione filiale di procedere volontariamente all’aborto, hanno parlato di “Vittoria della ragionevolezza”. Dunque, abbiamo scoperto che la ragione è superiore alla vita umana. E se qualcuno mi dice che non posso parlare di assassinio, lo vado a trovare sotto casa e gli mostro un po’ di ecografie per insegnarli cos’è un essere umano.

Cosa poi sia realmente successo rimane un mistero: i genitori parlano di percosse, di gelosia ai limiti dell’umano, di costrizioni; i genitori, di fronte al PM che aveva detto loro che giuridicamente era impossibile imporre l’aborto, volevano che la figlia abbandonasse quel ragazzo che lei definiva tanto amato. Nel giro di pochi giorni, si è passati dalla volontà ferrea di costruirsi una famiglia all’aborto, alla rottura del “fidanzamento” ed all’allontanamento volontario del giovane. Alla fine, credo che l’unica costrizione certa sia stato quel “abortisci” con il quale i genitori per giorni l’hanno redarguita. Comunque vada, un grande amaro in bocca ed un essere umano innocente che ha pagato con la vita un errore (evidentemente così è) di due persone. Ma non chiamatela civiltà, non chiamatela ragionevolezza, se non volete essere degli assassini legalizzati.

Perché l’ICI alla Chiesa è una battaglia falsa, ideologico-ateista, anticattolica e niente altro

dicembre 8th, 2011 by Simone82 | Stampa questo Post |
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san pietro ici e chiesa

Ci risiamo. Tutte le volte è sempre la stessa storia: e i conti segreti del Vaticano, e le stanze segrete, e il NOM ordito dal Papa, e i privilegi, e l’esenzione dalle tasse, e l’8×1000 intascato e nascosto nei contri segreti dello IOR. Non basta neanche più l’ONU che vuole i preti donna. Quando si parla di Chiesa, spuntano sempre prima le nefandezze (più presunte che reali) e forse solo dopo l’operato benefico dei suoi uomini. Così, in questi giorni che Monti ha varato il suo piano salva-Italia, un piano nel quale i cittadini pagano, pagano e pagano ancora (con la casa, con la benzina, con le pensioni, con la spazzatura, etc.), si dice che tutti i problemi potrebbero essere risolti se una volta per tutte si facesse pagare l’ICI anche alla Chiesa, a quella massa di privilegiati fannulloni che sfruttano le garanzie statali per arricchirsi e andarsene alle Seychelles. Tamtam con interminabili catene di S. Antonio invitano la gente a protestare contro le esenzioni ecclesiastiche: visto che siamo un Paese laico che paghino pure loro.

Ma come al solito, al di là della tiritera fantasiosa dei soliti ideologizzati ateisti ed anticattolici, le cose stanno ben diversamente. Se poi queste campagne sono portate avanti da giornali come Il Fatto Quotidiano che dovrebbero brillare per informazione corretta e neutrale (concedetemi la battuta), abbiamo la ciliegina sulla torta (d’altronde, da gente pluricondannata per diffamazione ergo per falsità cosa vuoi aspettarti?).

Le cose, come detto, stanno ben diversamente. Non esiste nessuna legge infatti che citi esplicitamente la Chiesa come ente che gode di esenzione: ad essere esentati sono infatti tutti gli enti non-profit, di qualsiasi ordine e grado. Associazioni che combattono la mafia, fondazioni politiche, sindacati, associazioni culturali, sono solo una parte dei soggetti che godono di questa esenzione, a prescindere dal loro carattere confessionale: se svolgi una attività sociale a vantaggio dei bisognosi, lo Stato giustamente ti premia, perché surroghi le sue mancanze e potenzialmente produci un risparmio di risorse superiore alle mancate entrate. Questo lo spirito della legge. Così, qualche politico un po’ scemotto e qualche lettore che lo retwitta pure, ha scritto che bisogna far pagare le attività commerciali della Chiesa, non certo le sue Domus Caritatis! Ma quali sono queste attività commerciali? Il convitto che ospita amici e parenti che vogliono stare vicino ad un malato lungo degente? Una casistica che rientra ancora nel sostegno alle persone bisognose, che altrimenti se ne andrebbero comodamente in albergo serviti e riveriti. Allora qualcuno ha aggirato anche questa questione, dicendo che è lo Stato Vaticano che deve pagare per il ristorante gestito da religiosi: lo Stato Vaticano? Uno Stato sovrano? È come se dicessimo che è la Francia che deve pagare l’ICI di un risorante gestito da francesi, o la Germania, o l’India che deve pagare l’IMU per i negozi gestiti dagli indiani. Balle, scemenze, fantasie scritte da chi non conosce la legge né tanto meno la Costituzione dell’Italia.

Gli immobili della Chiesa, le attività commerciali appartenenti ad ordini religiosi, pagano l’IMU, la spazzatura, tutte le tasse previste dal vigente ordinamento dello Stato, le pagano fino all’ultimo centesimo, e se qualcuno ha qualche dato contrario lo mostri. Al di là delle scemenze che scrive un Livadiotti qualsiasi, bisogna perseguire gli evasori: se qualcuno si nasconde dietro la Chiesa per non pagare le tasse, che venga colpito; se qualcuno fa il furbo, che venga colpito. Se qualcuno maschera un albergo di lusso come fosse un convitto, che venga colpito pure se indossa la tonaca. Qui invece si assume che essere preti è come essere ricchi: automaticamente fuorilegge. Combattiamo i fuorilegge, ma anche chi scambia una Domus Caritatis per un ristorante a 3 stelle. È facile dare addosso ai privilegi della Chiesa (che pure esistono), e poi non accorgersi che negli ultimi anni sono stati scoperti 2 milioni di immobili non accatastati, sono stati recuperati 26 miliardi di evasione fiscale: invece di rilanciare slogan idioti del tipo “la manovra la paghi il Vaticano”, facciamoci pagare la manovra dagli evasori. 50 miliardi di immobili statali che possono essere venduti, 4 miliardi che possono essere recuperati dalle auto blu (oltre 620.000 contro le 50.000 tedesche), altri 4 miliardi che possono essere recuperati dalla abolizione delle province, finanziare le forze dell’ordine con i soldi sequestrati alla criminalità (svariati miliardi di euro), detassare l’investimento sul restauro del patrimonio culturale, e mille altri provvedimenti a costo zero per i cittadini che non hanno nulla a che vedere con gli slogan ideologici ma sono molto pratici per l’economia. Invece qui si fanno tenere i negozi aperti ma poi si spillano €1000 all’anno in più di media a famiglia, così poi a comprare i regali di Natale ci vanno con i soldi del Monopoli.

Eppure la stessa Corte Europea citata a sproposito (perché l’esenzione della tassazione non è un aiuto di Stato) lascia ampio mandato ai Paesi di gestire i rapporti con le confessioni religiose nel modo che crede più opportuno: in Paesi come l’Austria e la Germania si paga una tassa ecclesiastica, cioè una tassa a cui il cittadino è obbligato e che se non vuole pagare deve dare formalmente disdetta di adesione, ovvero le sue dimissioni. In Inghilterra esiste l’esenzione per gli istituti religiosi. A proposito di abolire il Vaticano per essere un Paese più moderno. Pensate cosa succederebbe se in Italia l’8×1000 fosse obbligatorio per la Chiesa, invece che libero…

Insomma, tanta ideologia e tanto pregiudizio: sconvolge il silenzio delle altre categorie del Terzo Settore, le quali pur operando a fianco della Chiesa a favore dei più bisognosi non hanno alzato un dito, non hanno detto una virgola, contro questa evidenze campagna stampa falsa. Ma devono stare attenti, perché se passa l’idea che la Chiesa nel fare solidarietà fa anche profitto, allora domani l’intero mondo della solidarietà e del volontariato sarà cancellato, con l’idea che in fin dei conti anche loro fanno business e quindi anche loro devono restituire qualcosa allo Stato (come d’altronde fatto dalla Cassazione con sentenza 4645 del 8 marzo 2004).